Viterbo – Dopo il provvedimento dell’Antitrust, Cerroni “apre i cancelli” a Rida Ambiente

Disgelo sulla battaglia dei rifiuti in attesa che vengano autorizzati nuovi invasi sui territori. Ogni provincia deve pensare ai suoi rifiuti

VITERBO – A Natale si diventa tutti un pochino più buoni. Specialmente se dopo anni di litigi e molteplici contenziosi interviene un “paciere” di livello come l’Antitrust.

Parliamo di rifiuti. Del grande caos creato dall’emergenza su Roma e le iniziative giudiziarie che hanno posto fine al dominio decisionale della super dirigente della Regione Lazio, Flaminia Tosini e del re dei rifiuti ciociari Valter Lozza.

Un grande caos che ha provocato la chiusura di alcuni centro di conferimento, l’esaurimento in poche settimane della discarica di Civitavecchia e la serrata della SAF di Frosinone.

In attesa che venga trovata una soluzione definitiva e non eternamente tampone sui rifiuti di Roma, una decina di giorni fa era stata l’Antitrust a dire cosa andava fatto.

Ecologia Viterbo, nella giornata di oggi, trasmetterà alla Rida Ambiente l’autorizzazione al conferimento dei rifiuti trattati nei suoi impianti.

Ecologia Viterbo S.r.l. (“Ecologia Viterbo”) è una società che opera nel settore dei rifiuti urbani indifferenziati, attraverso un impianto di Trattamento Meccanico Biologico (“TMB”) del Rifiuto Urbano Residuo (“RUR”) e una discarica per lo smaltimento degli scarti prodotti dagli impianti di
trattamento. Nel 2020, Ecologia Viterbo ha generato un fatturato pari a circa 24 milioni di euro con un benefit finito nella casse del Comune di Viterbo di quasi due milioni di euro.

Dall’altra parte R.I.D.A. Ambiente S.r.l. (“RIDA”), società attiva nel trattamento del RUR attraverso un impianto di Trattamento Biologico Meccanico (“TBM”) sito ad Aprilia (LT). Nel 2020, RIDA ha generato un fatturato pari a circa 30 milioni di euro.

Per quanto riguarda gli scarti da smaltire in discarica, sono attualmente in funzione solo due impianti, uno sito a Viterbo ed uno, appena riaperto, ad Albano Laziale (mentre nessuna discarica è presente nei tre ATO di Rieti, Frosinone e Latina). La discarica di Albano Laziale, va dato atto e riconosciuto, nasce grazie al coraggio dell’ex sindaco di Roma, Virginia Raggi.

In quest’ottica, nel dare conto di tale situazione di carenza impiantistica, l’ultimo Piano regionale dei rifiuti del Lazio del 2020 ha previsto investimenti in nuovi impianti e il potenziamento di quelli attuali. Investimenti ovviamente rimasti inattuati).

Sempre il Piano regionale, per un periodo transitorio triennale, ha stabilito che, in caso di carenza impiantistica in un determinato ATO, l’ATO deficitario possa utilizzare impianti presenti in altri ATO, nel rispetto del principio di prossimità e per un periodo massimo di 36 mesi.

L’emergenza rifiuti provocata a Roma negli ultimi mesi ha destabilizzato se non compromesso l’intero sistema. La possibilità per RIDA di accettare e trattare grandi quantitativi di rifiuti indifferenziati provenienti da Roma Capitale, tuttavia, era strettamente legata all’accesso da parte di RIDA alle discariche presenti a livello regionale. Fino al mese scorso le discariche idonee a ricevere i rifiuti erano solamente due. La MAD di Civitavecchia che nel frattempo si è esaurita e Monterazzano di proprietà di Ecologia Viterbo.

Ecologia Viterbo ha preso atto della decisione di adottare il Piano regionale del 2020 che consente il ricorso ad impianti di smaltimento presenti in altri ATO in caso di carenza impiantistica nell’ATO in cui è presente l’impianto di trattamento.

Da lunedì, quindi, inizieranno ad arrivare i camion da Aprilia provenienti dalla RIDA Ambiente come soluzione tampone all’emergenza rifiuti di Roma e Latina.

Soluzione tampone significa che l’assessore regionale, Massimo Valeriani, dovrà tenere bene a mente che Monterazzano, la discarica di Viterbo, non avrà lunga vita se la situazione “tampone” dovesse diventare a lungo termine.

Da qui la necessità di autorizzare l’invaso di Aprila il cui iter autorizzativo giace da anni fermo in Regione Lazio a causa delle scelte politiche adottate dall’allora dirigente Tosini che, secondo la magistratura che ne ha deciso poi l’arresto, erano tutte rivolte a favorire MAD e Valter Lozza e di conseguenza danneggiare tutti gli altri.

A seguito della decisione di Ecologia Viterbo di accogliere da lunedì i rifiuti provenienti da Aprilia, il Campidoglio si è visto costretto a muoversi sul fronte impianti. La Giunta presieduta dal sindaco Gualtieri ha delegato Ama a partecipare ai bandi del Pnrr (Piano nazionale di ripresa e resilienza, ndr) che scadranno il 15 febbraio. Entro quella data l’azienda dovrà presentare due progetti per due biodigestori anaerobici, impianti che consentono il trattamento dei rifiuti organici attraverso un processo di compostaggio.

“Il Comune e Ama lavoreranno insieme per sfruttare al meglio l’opportunità rappresentata dai fondi del Pnrr dedicati a realizzare impianti più moderni e sostenibili – ha commentato il sindaco Gualtieri – così da puntare concretamente alla chiusura del ciclo dei rifiuti e ad un’economia sempre più circolare”. Per ogni progetto presentato (Roma in quanto Città Metropolitana può presentarne fino a quattro) potrà essere finanziato da massimo 40 milioni di euro. L’avviso è stato pubblicato dal ministero della Transizione ecologica a metà ottobre, resterà aperto fino a metà febbraio e si propone di coprire i costi di realizzazione di impianti di trattamento e riciclo dei rifiuti differenziati.

Ancora da capire come il nuovo sindaco intenderà gestire la parte indifferenziata dei rifiuti, che al momento interessa il 60% circa dell’immondizia prodotta in città. L’obiettivo è ridurre la percentuale migliorando le performance della raccolta differenziata, efficientando la raccolta e cercando di intercettare di più e meglio le differenti frazioni.

Una percentuale seppur minima di indifferenziato però rimarrà e per gestirla in autonomia, senza dipendere da impianti fuori regione, servirà una discarica di servizio (da capire dove Gualtieri deciderà di realizzarla) e con ogni probabilità, per raggiungere l’autosufficienza, anche impianti di trattamento intermedio del rifiuto, i cosiddetti Tmb (Trattamento meccanico biologico) o Tm (di tritovagliatura). Questi ultimi sono previsti nelle linee programmatiche del sindaco Gualtieri, ma non sono finanziabili dal Pnrr, perché classificati come dannosi per l’ambiente.

A coprire i costi dovrà pensare il Campidoglio che non ha al momento le risorse per affrontare il problema.

Ecco che torna evidente la necessità di appoggiarsi su Aprilia che è già organizzata per accogliere i rifiuti da Roma e consentire all’amministrazione di organizzarsi seriamente e concretamente per trovare una soluzione definitiva al problema.

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