Frosinone – Legambiente: “Manifestazione d’interesse parco fotovoltaico all’aeroporto Moscardini”

FROSINONE – Riceviamo e pubblichiamo: Legambiente Lazio e il Circolo “Il Cigno” di Frosinone rendono noto di aver trasmesso a LazioInnova la manifestazione d’interesse in merito alla proposta di realizzazione di un parco fotovoltaico nell’area attualmente occupata dall’aeroporto militare Moscardini.

Legambiente partecipa così alla consultazione pubblica “Lazio in transizione” indetta su iniziativa dell’Assessorato alla Transizione Ecologica e Trasformazione Digitale allo scopo di raccogliere le idee progettuali più meritevoli di sostegno pubblico grazie ai fondi del PNRR.

L’iniziativa proposta, già presentata dall’associazione lo scorso settembre, consiste nella realizzazione nell’area attualmente occupata dall’aeroporto militare Moscardini (che a seguito del previsto trasferimento della scuola di volo elicotteri è nelle condizioni di poter trovare una nuova destinazione) di un grande parco fotovoltaico in grado di coprire il fabbisogno elettrico di una parte significativa della città di Frosinone con produzione di energia pulita e rinnovabile.

Oltre alla produzione di elettricità attraverso moduli ad inseguimento solare collegati a moderni sistemi di accumulo, la proposta prevede l’attivazione di iniziative di ricerca e sviluppo nel settore delle nuove rinnovabili in collaborazione con enti, istituzioni e imprese del territorio, nonché la sperimentazione sul campo delle nuove tecnologie agrivoltaiche, in grado di coniugare la produzione agricola con la generazione di energia.

Inoltre, con l’intento di massimizzare i benefici per le popolazioni locali, ci si propone di individuare gli strumenti per conciliare la sostenibilità finanziaria dell’investimento con l’idea di destinare una quota dell’energia prodotta a una rete di comunità energetiche rinnovabili, vincolate dalle norme attuali all’autoproduzione mediante impianti di piccola taglia.

“La transizione energetica deve partire dai territori – ha dichiarato Roberto Scacchi, Presidente di Legambiente Lazio -, chiamati ad individuare i siti più idonei per la realizzazione degli impianti a fonte rinnovabile indispensabili alla trasformazione ecologica del Paese. La riconversione di un’area militare, da sempre off-limits per la popolazione, a parco solare, è un’idea intelligente che merita di farsi strada in Italia, seguendo l’esempio della Germania che già parecchi anni fa ha realizzato iniziative del genere in almeno una decina di siti dismessi. Con la nostra partecipazione alla consultazione pubblica chiediamo che si concretizzi una grande azione a sostegno di questo progetto e delle rinnovabili, verso un protagonismo nuovo della nostra regione nella lotta alla febbre del pianeta”.

“La risposta strutturale al caro-bollette non può che essere una – ha aggiunto Stefano Ceccarelli, Presidente del Circolo “Il Cigno” -: accelerare sull’installazione di nuova capacità rinnovabile fotovoltaica ed eolica combinata con gli accumuli, per ridurre fino all’azzeramento il contributo delle centrali a gas in tempi compatibili con l’urgenza che la crisi climatica impone. Per una volta, ecologia ed economia sono d’accordo nel chiedere al governo nazionale e alle regioni uno snellimento delle procedure autorizzative per gli impianti grandi e piccoli che servono al Paese. Sfidiamo la politica locale ad individuare siti e soluzioni migliori di quella da noi proposta in grado di risparmiare una quantità così rilevante di emissioni di CO2 “.

Secondo le stime dei promotori, occupando l’intera area interessata (90 ettari) sarà possibile installare 50 MW di potenza rinnovabile, consentendo a regime la produzione di circa 70 GWh di energia elettrica l’anno. In termini di riduzione delle emissioni, si possono stimare circa 35.000 tonnellate di CO 2 risparmiate ogni anno rispetto alla stessa produzione termoelettrica da fonti fossili.

Nei prossimi mesi, Legambiente proseguirà nella diffusione di questa idea progettuale presso i soggetti interessati, ai quali richiederà il sostegno e il contributo attivo affinché essa possa vedere la luce in concomitanza con la cessazione delle attività attualmente svolte dall’Aeronautica Militare.

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