Scomparsa Denise Pipitone: il giallo delle schede sim acquistate a Terni

L’ex pm del caso, Angioni: “Diverse anomalie nelle indagini”

E’ imputata  per false informazioni rese al pubblico ministero Maria Angioni, l’ ex pm  che indagò sulla scomparsa di Denise Pipitone, la bambina volatilizzata nel nulla  17 anni fa dal vicolo di Mazzara del Vallo in cui stava giocando. Ma lei non ci sta ad accollarsi tutte le colpe, ed oggi che è  sotto processo si sta togliendo “qualche sassolino dalle scarpe” . E lancia il suo sfogo attraverso i microfoni di Quarto grado alla quale la stessa ha dichiarato, così come fatto in aula, “ancor prima della scomparsa della bambina, vi erano alcune persone delle forze dell’ordine di cui non ci si poteva fidare. Eravamo in grossissime difficoltà sia con il commissariato che con la questura per l’ ostilità dimostrata nei nostri confronti“. Per questi fatti ha  presentato un esposto al Consiglio Superiore di Magistratura. 

Indagini che non vanno per il verso giusto proprio per i motivi dichiarati, “Noto delle anomalie che è giusto dichiarare”.

Queste anomalie partirebbero dalla Sicilia e precisamente da Mazzara del Vallo e arriverebbero a Terni in Umbria,

Il giallo delle schede telefoniche 

Diverse sim sono state acquistate in un dealer di Terni non specificato. Per acquistare delle schede telefoniche solitamente si va vicino casa non a chilometri di distanza. L’ impressione è che ci fossero persone da coprire, alcune di queste, ( che avrebbero le sim-card acquistate a Terni ndr)  ruotano intorno alla scomparsa della bambina, fanno un percorso compatibile con il sequestro di Denise passando dalla statale 115 e poi in uscita dalla città. Sto solo suonando dei campanelli  bisogna andare a controllare ed accertare“.  

 

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