Magliano Romano – “VIA” libera alla discarica, non c’è impatto ambientale (scrive Consoli) che “pernacchia” la Commissione Trasparenza

In barba alla democrazia, dibattito e confronto i responsabili per ogni ordine e grado del problema legato ai rifiuti non si presentano davanti alla presidente Colosimo

ROMA – Risposte vaghe o “l’audio è disturbato” dei dirigenti regionali alle domande del Presidente Colosimo. I cittadini della zona imbufaliti: “Chiederemo a UE di aprire procedura di infrazione”. Il sindaco Mancini: “Regione Lazio come Marchese del Grillo. Andremo a TAR e Procura”.

Si è tenuta, ieri mattina, l’Audizione della Commissione Trasparenza presieduta dal consigliere regionale di Fratelli d’Italia, Chiara Colosimo, sulle procedure per l’autorizzazione di una discarica che la regione Lazio ha individuato nel territorio del comune di Magliano Romano.

Con un clamoroso colpo di scena. Proprio alla vigilia dell’audizione che ha provato a fare chiarezza sulle procedure autorizzative del sito che attualmente ospita inerti, l’Area Valutazione Impatto Ambientale della Giunta regionale, all’interno della Direzione Ambiente guidata da Vito Consoli, ha firmato il parere di compatibilità ambientale per la “trasformazione” in discarica di rifiuti speciali non pericolosi dell’impianto di smaltimento di inerti.

Una procedura che andava avanti dal 2014 e che per pura coincidenza ha ottenuto il via libera soltanto a poche ore dall’inizio dell’audizione.

Lo stesso Vito Consoli, poi, dopo la firma apposta all’atto nell’ultimo giorno utile (venerdì 4 febbraio) ha pensato bene di snobbare la Commissione inviando altri dirigenti regionali che hanno fornito, alle incalzanti domande del Presidente Colosimo, di Francesca De Vito, di Daniele Giannini, del sindaco Francesco Mancini e le associazioni intervenute, le solite non risposte che hanno spesso contraddistinto chi guida la Direzione Rifiuti nell’ultimo decennio.

Basta leggere il resoconto o ascoltare la diretta andata in onda su Youtube per rendersi conto dell’enorme imbarazzo degli intervenuti.

Le domande “ci sono altri progetti di discarica nel Lazio?”, oppure “con l’apertura della discarica a Magliano Romano Roma raggiungerà l’autosufficienza”, “la volumetria disponibile quanto tempo può coprire?” come anche “l’eliminazione dei codici CER che voi indicate riguardano la carta o altri rifiuti che normalmente non vanno in discarica” non hanno avuto risposta.

Tra un “non si sente bene” o tanta confusione, questi come tanti altri dubbi sono rimasti inevasi.

Tanto ormai la frittata è stata fatta e nel classico deserto del venerdì a cui ci ha abituato la regione Lazio, Idea4 (o se qualcuno preferisce Berg, o meglio ancora Acea) ha ottenuto quello che voleva.

Il tanto desiderato e “sudato” (dal 2014) parere di compatibilità ambientale per la “trasformazione” in discarica di rifiuti speciali non pericolosi dell’impianto di smaltimento di inerti.

Come Consoli, che almeno ha comunicato la sua assenza (non abbiamo, però, capito il motivo) al Presidente Colosimo, non si è presentato (e questa non è una novità) neanche l’assessore ai Rifiuti, Massimiliano Valeriani.

Assenza che ha messo in evidenza il mancato rispetto istituzionale tra Giunta e Consiglio regionale e la scarsa attenzione della squadra di Zingaretti verso un sindaco, i cittadini che rappresenta e le associazioni intervenute.

Associazioni, cittadini e amministratori daranno sicuramente battaglia e siamo certi che questa vicenda non terminerà qui. Anche perché la regione è già stata più volte bastonata dal TAR sulle autorizzazioni rilasciate a Magliano Romano.

E il sindaco Mancini non le ha mandate a dire quando ha affermato che: “l’amministrazione fa carta straccia di normative nazionali ed europee”.

Lo stesso Mancini, poi, ha espresso perplessità su cosa verrà conferito nel sito di Magliano Romano.

Perché, quello di cui i burocrati non parlano, è la grande quantità di rifiuti trattati dai “pericolosi” TM (impianti di Trattamento Meccanico) che poi finiscono in discarica: “Sono terrorizzato se verranno conferiti rifiuti provenienti dai TM, che sono rifiuti che no rispettano le condizioni per il conferimento dei non pericolosi”.

In ultimo un passaggio su un altro colpo di scena della giornata.

Alla precisa domanda di Chiara Colosimo su quale fine avesse fatto il dirigente proveniente dalla Toscana, l’inoccupato Andrea Rafanelli, i dirigenti regionali hanno comunicato con enfasi che proprio in quel momento stava “prendendo servizio”.

Quasi due mesi dopo la discussa delibera di conferimento incarico di Zingaretti e la sua Giunta.

Tra una grappa e un “limoncino” finalmente cominciamo a divertirci. Mettetevi comodi, qui abbiamo veramente tanto da scrivere…

Questo il resoconto dell’Audizione nella dettagliata agenzia DIRE:

(DIRE) Roma, 7 feb. – Si avvicina l’apertura della discarica di Magliano Romano, non per ospitare rifiuti inerti ma quelli derivanti dal trattamento degli urbani. Anche quelli di Roma. Il 4 febbraio il direttore della direzione Ambiente della Regione Lazio, Vito Consoli, ha firmato il parere di compatibilità ambientale per la “trasformazione” in discarica di rifiuti speciali non pericolosi dell’impianto di smaltimento di inerti di circa 830mila metri cubi (anche se nel documento si legge “l’impianto in argomento è indicato nella capacità impiantistica di discarica, per una corrispondente 908.600 tonnellate di rifiuti ulteriormente abbancabili) di proprietà della società Idea4, ma sulla quale ci sarebbero già forti interessi all’acquisto da parte di Acea, attraverso la sua partecipata Berg.
La novità è emersa nel corso di una seduta della commissione regionale Trasparenza, presieduta da Chiara Colosimo.
Nell’invaso, che attualmente ospita una discarica di inerti già riempita per 64mila metri cubi, andranno tantissime tipologie di rifiuti. Idea4 ha chiesto e ottenuto dalla Regione l’integrazione di 110 tipi di rifiuti: dai fanghi, ai rifiuti di calcinazione, ai rifiuti da fibre tessili, ai bitumi, rifiuti prodotti da trattamenti chimici, fino alla frazione organica stabilizzata e gli scarti generati dal trattamento dei rifiuti urbani. Compreso il codice 191212, generato anche dal processo di semplice tritovagliatura dei rifiuti, purché abbia un indice respirometrico dinamico inferiore a 1.000. Una misura restrittiva, secondo la Regione, che permetterebbe una positiva ricaduta dal punto di vista ambientale, insieme a quella di vietare l’ingresso in discarica dei rifiuti delle famiglia del codice 16 (quelli da raccolta differenziata) e 20 (indifferenziati e organici)
“Il ridimensionamento dei rifiuti conferibili, infatti, ha anche l’obiettivo di escludere o minimizzare gli effetti negativi sull’ambiente esterno quali, ad esempio, la polverosità o l’accentuato impatto odorigeno”, scrive la Regione per poi aggiungere: “L’incisiva riduzione dei codici EER in ingresso, unitamente a tutte le altre prescrizioni precauzionali impartite, muta la natura stessa della proposta progettuale siccome originariamente presentata, con naturale ricaduta sulla stessa tipologia dell’intervento da attuare, che passa così da ‘nuovo impianto’ a ‘variante sostanziale di impianto legittimamente esistente'”.
Una distinzione cruciale, sulla quale è in corso lo scontro con il Comune di Magliano, i comuni limitrofi, e tutti i soggetti contrari a questa conversione dell’impianto, perché, trattandosi di una discarica autorizzata prima del nuovo piano regionale dei rifiuti, se fosse stato considerato ‘nuovo impianto’ sarebbe andato incontro a una vincolistica più stringente. L’ok alla valutazione di impatto ambientale, al termine di un procedimento iniziato nel 2014 e che ha visto già due successi al Tar da parte dei cittadini di Magliano Romano, non costituisce di per sé il via libera alla nuova discarica. Intanto, perché per rendere operativa questa compatibilità ambientale sarà necessario il rispetto di alcune prescrizioni da parte del titolare dell’impianto. E poi perché alla Via dovrà seguire l’autorizzazione integrata ambientale, che sembra anch’essa ben avviata all’esito positivo in seguito alla compatibilità ambientale, atto che configurerebbe il definitivo via libera.
Nel Lazio attualmente sono in funzione solo due discariche per lo smaltimento degli scarti dei rifiuti derivanti dal trattamento degli urbani e proprio il deficit impiantistico è alla base dell’indagine aperta dall’Unione Europea che costituisce l’anticamera della possibile apertura di una procedura di infrazione. Per evitarla, dunque, è necessario costruire impianti per chiudere il ciclo dei rifiuti indifferenziati, comprese le discariche, fino al soddisfacimento del fabbisogno.
Non a caso la Regione nella determina di compatibilità ambientale della discarica di Magliano Romano scrive: “L’impianto in argomento risulta inserito nell’elenco delle istanze in corso di istruttoria che l’amministrazione regionale ha relazionato alla Struttura di Missione per le Procedure di Infrazione della Presidenza del Consiglio dei Ministri, con l’obiettivo di assicurare il progressivo soddisfacimento dei fabbisogni residui su scala regionale nel breve periodo”.
Insomma, per i maliziosi si tratta di un esito scontato. Ma, per i cittadini di Magliano Romano, non definitivo: “Chiederemo alla commissione Ambiente dell’Ue di aprire una procedura di infrazione nei confronti della Regione Lazio, ci rivolgeremo alla Procura della Repubblica configurando il reato di un abuso di potere e ci riserviamo di adire la Corte dei Conti per danno erariale”. La battaglia legale per rendere illegittimo questo provvedimento (ed eventualmente quelli futuri) sta per cominciare.
“Le istanze arrivate dai livelli amministrativi prossimi ai cittadini sono state calpestate dalla Regione Lazio, perché si considera che un sindaco dice certe cose perché affetto da sindrome Nimby. Non è così, abbiamo evidenziato una serie di fattori che escludevano tassativamente la realizzazione di questo impianto in quel sito. Vedremo come finirà questa vicenda. Di sicuro impugnerò il provvedimento di Via al Tar e se dovessimo ravvedere ipotesi di reato le segnaleremo come abbiamo già fatto”. Il sindaco di Magliano Romano, Francesco Mancini, ha dichiarato guerra alla Regione Lazio, dopo che l’area Via della direzione regionale Ambiente ha reso giudizio di compatibilità ambientale sulla trasformazione della discarica di Magliano da inerti a rifiuti speciali non pericolosi, cioè (anche) gli scarti del trattamento dei rifiuti urbani di Roma e Provincia.
“Lascia perplessi che un procedimento così si concluda con una determina di compatibilità ambientale un minuto prima che la commissione Trasparenza inizi a verificare che ci siano tutte le condizioni per potere proseguire un procedimento tanto complesso- ha detto il sindaco audito proprio dall’organismo presieduto da Chiara Colosimo- Tuttavia, non mi stupisce affatto, perché approfondire alcune tematiche avrebbe creato ulteriori fastidi.
Per cui, forse, all’ufficio, che inevitabilmente ha subìto pressioni politiche, conveniva concludere il procedimento prima che la commissione Trasparenza iniziasse a lavorare”.
Per Mancini “è assai curioso che la Regione possa fare carta straccia delle osservazioni rese dall’Asl territoriale, dal Comune e dalla Città Metropolitana. Mi sembra un atteggiamento da Marchese del Grillo. Sono preoccupato, anche perché so per certo, date le esperienze delle discariche di Albano e Viterbo, che i rifiuti che verranno conferiti in questo impianto non rispetteranno le condizioni per collocarli in una discarica di rifiuti non pericolosi. Pertanto, va fatta chiarezza sui processi di trattamento dei rifiuti e su quali rifiuti arrivano nelle discariche”.
Più in generale, secondo il primo cittadino, con il via libera alla conversione di questa discarica “si crea il precedente per cui qualsiasi discarica può essere trasformata in una discarica rifiuti non pericolosi. Se il Consiglio regionale pensa che un’interpretazione del genere sia possibile, si assuma le sue responsabilità, perché riguarda 40 discariche di inerti del Lazio che dall’oggi al domani possono essere riconvertite in discariche per rifiuti non pericolosi e pericolosi”.

 

 

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