Frosinone – Ancora due mesi per preparare le liste. Su chi potrà contare (veramente) Marzi?

Nel centrosinistra il M5S prima urla “attenti al lupo” ma poi si nasconde dentro la pancia di quest’ultimo. Nella coalizione Mastrangeli i giochi sembrano fatti. Attenti alle sorprese Vicano e “Nuovo Centrosinistra” di Schietroma

FROSINONE – Mancano circa due mesi alla presentazione delle liste ma le incertezze sono ancora tante. Il famoso “campo largo” degli schieramenti, da molti invocato, si va restringendo sempre più.

Il quadro più chiaro si ha nel centrodestra che è l’unica coalizione che ha scelto la strada delle primarie. E, proprio per questo, sulla leadership non si nutrono più dubbi. Riccardo Mastrangeli rappresenterà Lega, Fratelli d’Italia, Forza Italia, Coraggio Italia, Noi di Centro, Udc, Lista Mastrangeli, Lista Ottaviani, Lista per Frosinone. Sono rientrate le polemiche e le scaramucce tra i due principali partiti dello schieramento. Lega e FdI hanno sostenuto compatti Mastrangeli ed ora l’unica competizione che si avrà è quella interna allo schieramento, per raggiungere la più ampia rappresentatività.

Riccardo Mastrangeli

In ciociaria entrambi i partiti del centrodestra godono di ottima salute. La Lega è rappresentata dal sindaco uscente, Nicola Ottaviani, e dall’unico consigliere regionale di centrodestra del territorio, Pasquale Ciacciarelli. Fratelli d’Italia ha preso sempre più vigore nel comune capoluogo dopo l’ingresso dell’ex vicesindaco, Fabio Tagliaferri.

Allo stesso, proprio oggi, il senatore Massimo Ruspandini ha dedicato un post sulla sua pagina facebook: “Da quando sei tornato tra noi, la sezione del capoluogo è sempre piena, le persone sono contente e affrontiamo i problemi con il sorriso sulle labbra. Ce ne vorrebbero in ogni comune di Fabio Tagliaferri”.

Massimo Ruspandini

Anche la coalizione di centrosinistra si presenta alle elezioni con un big di tutto rispetto: l’ex sindaco Domenico Marzi. Su come si è arrivati a questa decisione, però, va comunque fatta una premessa.

Fino ad un paio di mesi fa sembrava certa la candidatura, in rappresentanza del centrosinistra allargato a movimenti civici, del manager Asl, Mauro Vicano. Una parte del centrosinistra ha utilizzato una inchiesta giudiziaria (dove la sua posizione potrebbe presto essere archiviata) per mettere un freno ad una candidatura che avrebbe avuto serie possibilità di vittoria.

Il veto, però, al nome di Vicano, è stato posto soprattutto da Stefano Pizzutelli (che nelle scorse elezioni si è candidato contro il PD) e dal Movimento 5 Stelle. Quest’ultimi, a Frosinone, nelle tornate amministrative scorse, hanno sempre avuto percentuali bassissime. Anche nei periodi di loro massimo splendore.

Mauro Vicano

Oggi, visto il clamoroso calo di consensi a livello nazionale, rischiano di avere numeri da prefisso telefonico. E, se dovessero presentare la lista, rischierebbero di rimanere a bocca asciutta. L’unica salvezza potrebbe essere quella di accogliere nelle proprie liste ex destrorsi pentiti che girano in lungo e in largo la provincia esaltando le gesta di Giuseppe Conte.

Forse è questo il motivo della lunga riflessione dei pentastellati che non hanno ancora deciso non solo da che parte stare, ma anche se partecipare. E’ indubbio, infatti, per chi conosce le potenzialità elettorali in ciociaria, che a Frosinone il M5S rischia di fare una figuraccia. Nel capoluogo il Movimento è rappresentato dal sottosegretario alla Transizione Ecologica, Ilaria Fontana la quale, da molti mesi, sembra aver “smarrito la strada di casa”.

Si sa che dal 2018, data della sua elezione, al 2022, tante cose sono cambiate. E, soprattutto a Frosinone, sembra passata un’era geologica. I video, le foto, i sopralluoghi nella vasta ciociaria, poi postati su facebook, sono soltanto un lontano ricordo.

Oggi in tanti si chiedono dove siano finite le battaglie che condivideva con gli altri militanti. Cosa pensa dei disastri ecologici nella sua terra ciociara. E cosa pensa il sottosegretario alla Transizione Ecologica della presenza di alcuni dirigenti regionali nella Direzione della sua collega alla regione Lazio (Roberta Lombardi, assessore alla Transizione Ecologica della Giunta Zingaretti) che chiudono entrambi gli occhi nelle autorizzazioni a discariche con interdittive antimafia o senza garanzie per la gestione post mortem.

Gianfranco Schietroma

 

E pensare che l’ultimo sottosegretario della provincia di Frosinone era stato Gianfranco Schietroma. Un curriculum di gran lunga diverso dalla d.ssa Fontana, che la prima (e unica) esperienza lavorativa l’ha avuta nella segreteria di Valentina Corrado in Consiglio regionale, nel 2013. In qualità di “addetta alla segreteria”.

Proprio Schietroma, a differenza del Movimento 5 Stelle, ha già deciso cosa fare. Candiderà Vincenzo Iacovissi nella coalizione del Nuovo Centrosinistra, nella quale ci sono il Psi, Più Europa, la lista politica il Cambiamento di Ivano Alteri e la civica di Pier Paolo Segneri.

Il centrosinistra, come detto, punterà su Domenico Marzi anche se Vicano, come sembra, resterà in campo sostenuto da Azione, due liste civiche e dal Movimento Autonomi e partite Iva. Marzi punterà principalmente su candidati di nome (e numeri) nella lista del PD a cui si andranno ad aggiungere Articolo Uno e la Piattaforma Civica di Luigi Vacana, in cui confluiranno Italia Viva, Demos, Europa Verde e Stefano Pizzutelli.

Stefano Pizzutelli

 

Resta da vedere cosa farà la Lista Marini. Nel centrosinistra sperano che l’ex primo cittadino sia della partita al loro fianco e presto la riserva verrà sciolta. Con Marzi dovrebbero esserci anche il Polo Civico di Gianfranco Pizzutelli e la lista di Carmine Tucci e Carlo Gagliardi.

Data questa frammentazione molti ritengono probabile il ricorso al ballottaggio e, quindi, il posizionamento di tutti i partiti e le liste civiche è di fondamentale importanza. Probabilmente tutti, tranne il M5S. Il famoso “campo largo” tanto caro a Zingaretti e Bettini prevede la presenza dei Cinque Stelle. Per ora i Fontana boys hanno ottenuto soltanto un risultato: NO a Mauro Vicano. Vedremo quanto peserà questa scelta. E quanto peso avranno elettoralmente i discepoli di Giuseppe Conte.

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