La città perduta di Cencelle, la Fanesiana e Ripa Maiala

VITERBO – Faremo un viaggio attraverso le tradizioni della Maremma, terra di butteri, vacche e di cavalli, di boschi, di pascoli e di profumi forti e sapori intensi in uno dei luoghi più suggestivi di tutta la Maremma laziale: le Terre della Farnesiana, un’area collinare attraversata dal fiume Mignone, posta tra Tarquinia e i Monti della Tolfa, ricca di ambienti diversi e splendidi panorami.

Visiteremo il borgo della Farnesiana, nato nel XVI secolo per volere di papa Paolo III Farnese per sfruttare le miniere di alunite, il minerale che veniva utilizzato per produrre l’allume e per agevolare i minatori impiegati nelle cave di allume creando le strutture indispensabili per il loro sostentamento. Vennero costruiti un mulino, un forno, le abitazioni dei minatori, una chiesa e una tenuta agricola. Ma soltanto nel 1836 quando, a causa dello scarso rendimento i Farnese la cedettero al Mondi di Pietà di Roma, che si decise di rilanciare il territorio e costruire un edificio più grande in stile neogotico: l’antico oratorio di San Carlo divenne così una chiesa più grande e comoda e venne dedicata all’Immacolata Concezione che ora si staglia poderosa a dominare l’antico borgo. Ora i terreni e il borgo sono di proprietà della tenuta agricola “La Farnesiana”

Cammineremo su terreni colorati ricchi di minerali, attraverseremo boschi con enormi querce da sughero,
per arrivare in un luogo magico, in cui l’occhio spazia dai prati e dai fontanili su colline fino ai monti della Tolfa: siamo sotto la parete di Ripa Maiala una falesia vulcanica di 313 metri che molti arrampicatori sfidano, scalando la roccia della rupe.

E la ciliegina sulla torta sarà Cencelle, città fondata nel 854 da Papa Leone IV per poter dare rifugio agli abitanti superstiti dell’antico abitato di Centumcellae (attuale Civitavecchia) più volte devastata dalle incursioni saracene. Questa città, nel progetto di Papa Leone IV doveva avere il nome di Leopoli anche se in realtà non fu mai così. Gli abitanti rifugiatisi nella nuova città portarono con sé il nome della città di origine, che volgarizzato divenne Centocelle.

Secondo una leggenda un sogno rivelatore indicò al Papa il luogo in cui doveva nascere la nuova città. Questa fu edificata su un colle posto in un magnifico contesto naturale, dal quale dominava la fertile vallata del fiume Mignone. Nulla fu lasciato al caso, gli abitanti ebbero a disposizione un territorio ricco di risorse naturali, in grado di produrre dalla terra quanto bastava alla sopravvivenza della propria popolazione, ricco di corsi d’acqua e addirittura di una vera e propria sorgente che sgorgava da Ripa Maiale e che fu condottata fino a Cencelle. In tutto il territorio agricolo circostante furono organizzati piccoli centri contadini, forniti di tutto il necessario, chiese, granai e mulini in prossimità di corsi d’acqua che garantivano la sopravvivenza della popolazione di Centocelle.

Anche l’abbandono del colle è legato ad una leggenda secondo la quale nell’anno 889 gli abitanti della nuova città tornarono all’antico insediamento che da allora avrà il nome di Civitavecchia. Testimonianze storiche attestano la coesistenza dei due centri abitati fino al 1462, anno in cui Centocelle divenne centro agricolo. Da quel momento si chiuse una fase importante della storia del territorio della “Farnesiana” e se ne aprì un altro, non meno prestigioso, quello segnato dalla scoperta dell’Alunite sui Monti della Tolfa che diede nuovo impulso a tutto il territorio circostante. Ma questa è un’altra storia che vi porteremo a scoprire durante le prossime escursioni!

Guide
Sabrina Moscatelli: Guida Turistica dal 2006 e Guida Ambientale Escursionistica associata AIGAE dal 2015
Giuseppe Di Filippo: Guida Ambientale Escursionistica associata AIGAE dal 2015

Dati tecnici
Lunghezza: 10 km
Dislivello: 200 m
Difficoltà: facile/media difficoltà (possibile presenza di fango)
Profilo itinerario: anello
Durata: 5 ore circa inclusa pausa pranzo

Appuntamento
Domenica 24 aprile alle ore 10.00 al borgo della Farnesiana. E’ nel territorio di Allumiere ma si entra tra Tarquinia e Civitavecchia in prossimità dell’Aurelia. CLICCA QUI per il punto preciso. Non c’è bar e bagno al punto d’incontro pertanto provvedete prima per queste esigenze. Attenzione gli ultimi chilometri sono su strada bianca con un paio di brevi punti un po’ sconnessi e che andando piano piano si possono fare.

Condizioni
Prenotazione obbligatoria alla quale si riceverà conferma sulla disponibilità.
Con la prenotazione i partecipanti dichiarano di avere la giusta preparazione per l’escursione.
La guida si riserva il diritto di annullare o modificare l’itinerario proposto a sua discrezione, per garantire la sicurezza o in base alle condizioni del meteo, del sentiero e dei partecipanti.

Attrezzatura obbligatoria

Scarponcini da trekking, abbigliamento adatto alla stagione (vestirsi “a cipolla”), zaino e non borse a tracolla, pranzo a sacco, acqua minimo 1.5 litri (non ci sono approvvigionamenti dell’acqua lungo il percorso), gel e mascherina (da usare laddove non si possono mantenere le distanze di sicurezza). Consigliati i bastoncini

Regole di comportamento
E’ vietato raccogliere piante e fiori, abbandonare rifiuti e mozziconi di sigaretta, arrampicarsi, sdraiarsi o sedersi su monumenti e reperti storici.

Quota escursione
15 € inclusa polizza professionale RC attiva.

Informazioni e prenotazione
(10-18h, da lunedì a venerdì, sabato e domenica solo messaggi WhatsApp):
Sabrina 339 5718135, info@anticopresente.it, www.anticopresente.it

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