Tarquinia – Deposito nazionale rifiuti radioattivi, Italia nostra sezione Etruria: “I cittadini devono sapere dove verrà realizzato”

TARQUINIA – Dopo la chiusura del seminario nazionale e della consultazione pubblica sul “Deposito Nazionale di rifiuti radioattivi”, da parte di Sogin spa è calato un silenzio assordante, un silenzio che sconcerta e che i cittadini non accetteranno mai come risposta a quelle centinaia di osservazioni inviate sulla Cnapi riguardante i 22 siti potenzialmente idonei individuati nella Regione Lazio – Provincia di Viterbo.

Le osservazioni sono state inviate e correttamente registrate nel percorso indicato dal seminario nazionale, successivamente pubblicate e ancora reperibili sul Rapporto di estrazione territoriale – Sessione Lazio, con 35 osservazioni (11% del totale nazionale) – di cui 14 enti locali, 10 associazioni/comitati/ordini, 8 privati cittadini 3 società/aziende.

A questi occorre aggiungere 1 Ente, 4 Associazioni di carattere nazionale, 1 Associazione toscana ed 1 privato cittadino umbro che hanno inviato osservazioni riguardanti le Api ubicate nel Lazio; ma a questo lavoro di analisi e revisione del territorio non c’è stato alcun riscontro.

“La Sogin infatti – spiega Mazia Marzoli di Italia nostra sezione Etruria – non ha ancora reso pubblica la Carta nazionale delle aree idonee (CNAI), come previsto, dopo i 60 giorni dalla pubblicazione dei lavori del seminario Nazionale, sul sito web, www.depositonazionale.it. Invece, da quanto è emerso dagli organi di stampa, risulta che la Carta Nazionale delle aree idonee (CNAI) sia stata trasmessa in modalità secretata solamente al Mise ed al Mite.

Questo atteggiamento, contrario ai principi di trasparenza e partecipazione che avrebbero dovuto ispirare questa lunga a complessa procedura sconcerta e delude le associazioni Nazionali, i comitati locali e i cittadini, che al momento vedono resi vani gli importanti contributi elaborati e presentati sul tema.

Come associazione Nazionale, di concerto con le numerose altre associazioni e comitati, abbiamo inoltrato una richiesta formale di accesso agli atti, ai due ministeri interessati, Mite e Mise, che hanno risposto, accogliendo solo in parte la richiesta differendo il completo diritto di accesso fino alla conclusione del procedimento, ma che saranno ulteriormente sollecitati per i dovuti chiarimenti in merito”.

“La Sezione Etruria di Tarquinia – aggiunge Marzia Marzoli – si impegnerà ulteriormente, per mantenere alta l’attenzione su un tema davvero importante, quella della sicurezza nucleare, dei requisiti per la localizzazione del Deposito Nazionale, delle modalità di funzionamento dell’impianto, della protezione delle persone e dell’ambiente esterno che la CNAPI elaborata da Sogin, a quanto pare, non sta rappresentando in modo compiuto e trasparente.

Al presidente della Provincia di Viterbo chiederemo di convocare urgentemente il tavolo di discussione, ai sindaci di organizzare incontri pubblici per le iniziative pubbliche che si svolgeranno nei vari territori. Faremo tutto quello che si renderà necessario, per tutelare il territorio iniziando dal sollecitare i legali alla costituzione di un pool di esperti che dovranno rappresentarci nei ricorsi che verranno presentati”.

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