Viterbo, A cosa serve Sgarbi assessore alla Bellezza? Inizia l’era del Rinascimento

VITERBO –  Non solo polemiche verbali e scontri fisici, Vittorio Sgarbi è molto altro, innegabile la sua supremazia su arte, patrimonio artistico italiano, beni culturali e conoscenza degli aspetti più profondi ed interessanti del Paese. Passano le mode, passano i Governi, si chiude un’ era, non vanno più i pantaloni a zampa, tornano  quelli a vita alta, e lui c’è sempre, al di là degli anni, delle trasformazioni e dei cambiamenti epocali. Se il mainstreaming lo pone tra i detestati, altrettanti lo amano, proprio per l’innata schiettezza che lo eleva dalla categoria degli ipocriti. Un giacimento di cultura da cui attingere per comprendere la Bellezza del nostro Paese, che pochi come lui conoscono, raccontano, interpretano ed innalzano. Da sempre presente nel panoramica politico italiano sua la recentissima proposta di legge di istituire un vero e proprio “Ministero della Bellezza”, (leggi sotto) che porti ad un’ “economia della bellezza”  in un circuito virtuoso di crescita economica, innovazione e competizione internazionale, cominciando anche da Viterbo, dove ha deciso di sostenere la candidatura di Chiara Frontini sindaco, alle prossime elezioni comunali, con la sua lista  “IoApro Rinascimento”, che attraverso una nota sottolinea il valore aggiunto di Sgarbi assessore: “A cosa serve avere Sgarbi assessore? È così che la Bellezza e il patrimonio di Viterbo diventano ricchezza e lavoro per i cittadini.
A cosa serve Vittorio Sgarbi assessore alla Bellezza di Viterbo? A far sì che la storia, l’identità e il patrimonio della città possano, finalmente, diventare ricchezza. Cosa significa? Che la cultura produce lavoro. Come? Nel solo caso di Sutri, ( città dove è sindaco ndr) l’evoluzione economica della città dall’avvento dell’amministrazione Sgarbi è talmente evidente che se ne è accorto anche IlSole24Ore, che scrive, qualche settimana fa: “Tutto merito dell’onda culturale. Che, con mostre, eventi e iniziative, è riuscita a far crescere l’economia moltiplicando il numero di turisti. E a tenere in piedi il piccolo tessuto economico locale. A Sutri, quella che è stata definita la “rivoluzione artistico culturale” ha più che quadruplicato il numero dei visitatori e turisti e assicurato la crescita di un’economia complementare a quella tradizionale fatta di buste paga derivanti da amministrazione pubblica”.
Qualche anno fa, inoltre, uno studio su dati del bilancio del Dipartimento della Ragioneria Generale dello Stato, stimava il patrimonio italiano in “almeno” 986 miliardi di euro. Secondo tale rilevazione, le opere d’arte – vengono subito alla mente i capolavori viterbesi di Sebastiano del Piombo – classificate come beni mobili di valore culturale, biblioteche e archivi valgono 174 miliardi di euro (il 10,4% del nostro Pil). Più recentemente, nel corso del 2021, una ricerca elaborata dal Centro Studi di Banca Ifis ha definito la cosiddetta «Economia della Bellezza»: la «valorizzazione del nostro patrimonio culturale, architettonico, enogastronomico, di tradizioni, di identità» è in grado di generare, secondo tali studi, un impatto sul PIL nazionale pari al 17,2 %. Un dato analogo già emerso nel 2017 da uno studio della Fondazione «Italia Patria Bellezza» in collaborazione con Prometeia, stimava il valore dell’economia della bellezza, intesa come flusso economico generato, tra gli altri fattori, dal turismo in 240 miliardi di euro (il 16,5 % del Pil). Patrimonio, identità, Bellezza forse mancano a Viterbo? Affatto! Viterbo è parte piena di questa ricchezza italiana che, però, va messa a frutto per i viterbesi. E Sgarbi è la figura perfetta per farlo.
Sutri, nonostante la pandemia su cinque della sua amministrazione, è fuori dall’eterna provincia. Il museo di Palazzo Doebbing, che ha accolto migliaia di visitatori da tutta Italia e dal mondo – nonostante la “sola” Cassia e scarsi collegamenti da rivoluzionare totalmente verso la città, che si trova, ora, a pieno merito tra “I borghi più belli d’Italia” – e ospitato opere dei grandi dell’arte mondiale, le numerose iniziative culturali – come, ad esempio, le “Estati sutrine” o il Festival d’autunno, nel corso del quale sono stati presenti in città importanti personaggi italiani – conducono regolarmente le troupe di Mediaset e Rai, o i giornalisti dei principali quotidiani nazionali in città, permettendo di amplificare incredibilmente il nome e l’identità di Sutri. Un lavoro meticoloso e altamente professionale di comunicazione, decoro e visione che genera un indotto importante per gli esercenti, per l’economia.
A cosa serve avere Sgarbi assessore alla Bellezza, dunque? A cosa servono le nostre idee, tra le altre, di portare Viterbo alla ribalta, su giornali e televisioni, di generare un turismo consapevole, che si fermi in città più giorni, consumi, viva il territorio a fondo, di aprire un Polo Museale di tenore nazionale, di inaugurare un festival di Viterbo, sulle orme di quello di Spoleto, già di rilevanza internazionale, di rendere le zone termali e archeologiche degne del loro nome e di migliaia di visitatori da tutto il mondo, assumendo personale per far sì che tutto ciò esista? Proprio a questo: a confermare che con la Bellezza si produce ricchezza, a rianimare la città, a renderla conosciuta e visitata, a riportarla al posto che merita. Per davvero. Qui è la realtà, a Sutri come nel resto d’Italia, altrove è la fantasia, la chiacchiera elettorale, l’infantile speculazione di quanti potrebbero avere timore che tutto ciò possa davvero realizzarsi a Viterbo. Sta a voi accogliere la realtà e capire, facilmente, da che parte stare”.

b.f.

PDL Sgarbi - Ministero della Bellezza (2)

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