Montefiascone – Peste suina, allevamenti a rischio. L’intervento di Pietro Bologna a “Porta a Porta”

L’imprenditore falisco gestisce l’azienda Serpepe in provincia di Viterbo dove gli animali (circa 300 esemplari) vengono allevati all’aperto e liberi di scorrazzare in mezzo alla natura

MONTEFIASCONE – La peste suina sta iniziando a mettere paura. Non solo agli esseri umani ma soprattutto agli allevatori che rischiano, nel caso di un contagio acclarato anche nelle vicinanze, l’abbattimento di tutti i loro capi di bestiame.

Ieri sera Bruno Vespa ha trattato in modo approfondito l’argomento nella trasmissione “Porta a Porta” con il supporto di virologi ed esperti di veterinaria. Le peste è trasmessa, così dicono, dai cinghiali che scorrazzano ormai in cattività nel centro della città di Roma nutrendosi di spazzatura. I casi sono circoscritti, almeno al momento, all’interno del Grande Raccordo Anulare. Nel caso di allargamento dei casi sono decine e decine gli allevamenti di maiali che rischiamo di essere cancellati con produzioni di eccellenza.

Proprio parlando di eccellenze Bruno Vespa ha lanciato un servizio sugli allevamenti biologici. Uno dei più importanti in Italia è quello dell’azienda Serpepe di Pietro Bologna.

Qui si allevano maiali di razza “cinta senese”. Liberi di scorrazzare in lungo e largo e “sgrufare” sotto le querce o in cerca di radici. Questo allevamento, oltre a produrre carne fresca è famoso per i salumi che hanno ottenuto riconoscimenti in tutto il mondo.

La Cinta Senese D.O.P., è un’antica razza suina nera, rustica, autoctona di Siena e Provincia, proprio per questo adatta all’allevamento allo stato brado. Le sue origini risalgano all’epoca degli Etruschi prima e Romani poi, ma le prime attestazioni sicure risalgono all’alto Medioevo, quando nel 1338 appare nell’affresco di Ambrogio Lorenzetti dal nome Allegoria ed Effetti del Buon e del Cattivo Governo, nel riquadro La Campagna Ben Governata, conservato tutt’oggi nel Palazzo Comunale di Siena. Perché è una razza poco prolifica, negli anni Sessanta del Novecento, era stata quasi abbandonata a favore delle razze bianche straniere, oggi molto rivalutata per le sue carni succulente. Il disciplinare di allevamento e trasformazione è garantito dal Consorzio di Tutela della Cinta Senese D.O.P.

Nell’azienda Serpepe c’è una discendenza ultra secolare di quegli animali. La peste suina potrebbe cancellare questa storia in un solo giorno.

Ecco il servizio andato in onda ieri sera.

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