Rifiuti – “Le mani della mafia sulla bonifica di Malagrotta”. La società di Viterbo nel mirino dell’informativa di Vadalà

Questa sera la trasmissione “Report” in onda su Rai 3 si occuperà del problema rifiuti nel Lazio. Al centro dell’inchiesta le società di Manlio Cerroni. In arrivo da Malagrotta a Viterbo 3milioni di quintali di rifiuti?

ROMA – Questa sera la trasmissione “Report” condotta da Sigrido Ranucci, si occuperà del problema legato ai rifiuti e al loro smaltimento nel Lazio.

“Il sacco di Roma” così il nome dell’inchiesta condotta da Report, andrà in onda questa sera alle 21,15 su Rai Tre, e nella quale viene riportata gran parte dell’informativa firmata dal Generale Luigi Vadalà nominato nella “task force” voluta da Draghi e inviata alla Procura di Roma sul tavolo del procuratore Paolo Ielo.

Molti degli argomenti trattati nel servizio sono stati oggetto di nostri servizi giornalistici. Dettagliati e documentali ad iniziare dalla bonifica di Malagrotta da 250milioni di euro che dovranno sborsare gli italiani.

Vadalà, già commissario per la bonifica di diverse discariche italiane, è stato nominato dal Governo Draghi il 22 febbraio scorso anche alla guida della task force che dovrà chiudere una volta per tutte Malagrotta, la più grande discarica d’Europa.

L’ufficiale c’ha impiegato un solo mese per capire tutti i meccanismi il 22 marzo sempre di quest’anno ha inviato alla procura un plico intitolato “Chiusura e fase post-operativa della discarica di Malagrotta. Raccolta informativa sulle società facenti capo alla famiglia Cerroni“.

Come riportato nella lunga e dettagliata relazione conclusiva si legge: “dagli approfondimenti condotti sono state rilevate cointeressenze e messi in evidenza collegamenti che lo “storico” responsabile della discarica, Manlio Cerroni, ha intessuto con la criminalità organizzata, anche tramite soggetti a lui strettamente connessi e con ulteriori soggetti oggi attivi nei cantieri di bonifica“.

La bonifica di Malagrotta è una questione centrale: da un lato il rischio ambientale e dall’altro la possibilità di infiltrazioni criminali negli appalti di bonifica.

All’interno dell’informativa, il Commissario pone l’accento su varie questioni a partire dai rapporti tra Manlio Cerroni e Cipriano Chianese, condannato in via definitiva il 20 gennaio del 2021 con l’accusa di associazione a delinquere di stampo mafioso e reati ambientali legati alle sua attività con il clan del casalesi.

Secondo il documento “alcuni soggetti operativi nel settore non solo continuano a essere titolari o soci di società attive, ma rappresentano un collegamento con Cerroni“.

Le analisi del Commissario per la bonifica ricostruiscono poi alcuni rapporti tra le società di Cerroni e personaggi legati alla ‘ndrangheta. Rapporti che passano per la Ecologia 2000, di cui è stato socio e presidente proprio Manlio Cerroni. La Ecologia 2000 detiene il 50% delle quote di Ecologia Viterbo condivise con altre società che hanno partecipazioni nella Termomeccanica Ecologia, proprietaria a sua volta di quote della Fata Morgana Spa, società calabrese infiltrata dalla ‘ndrangheta, oggetto dell’operazione Trash della Dda di Reggio Calabria e collegata a uomini politici di riferimento della famiglia dei Piromalli coinvolti nell’affare del termovalorizzatore di Gioia Tauro.

È da rilevarsi – si legge nel documento – che soggetti collegati alle società riconducibili a Cerroni sono tuttora operativi e si ritrovano nella aggiudicazioni degli appalti per le attività di bonifica di questo ufficio“.

Il Commissario conclude scrivendo che “la corretta contestualizzazione dei soggetti del circuito di Manlio Cerroni appare importante per evitare che, chi un tempo ha concluso e accresciuto gli affari grazie ai rapporti con soggetti contigui alla criminalità organizzata, oggi non possa accedere agli appalti dei cantieri della pubblica amministrazione, occupandosi di bonificare i territori che un tempo ha contribuito a inquinare“.

Questa relazione mette in crisi in modo determinante anche il sindaco di Roma Roberto Gualtieri che dovrebbe far estendere i poteri commissariali sui rifiuti ottenuti dal Governo Draghi anche nel resto del Lazio.

Le interdittive antimafia su Roncigliano (Albano) e Guidonia, di fatto stanno per far riversare montagne di rifiuti su Viterbo.

Il neo sindaco eletto della Città dei Papi, Chiara Frontini, deve monitorare attentamente il lavoro fatto dai loro predecessori e che prevedono l’allargamento della discarica di Monterazzano di ulteriori 25 ettari in grado di accogliere 3 milioni di quintali di rifiuti provenienti dalla Capitale.

 

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