Roma – “Roba da terzo mondo”. Briatore costretto a chiudere la pizzeria

ROMA – Un buco nell’acqua (ma senza acqua). Un disservizio simile Flavio Briatore non se lo sarebbe mai aspettato. “Incredibile, una roba da terzo mondo”. L’imprenditore, abituato ad assecondare le speciali esigenze dei clienti dei suoi locali, ieri sera ha dovuto fare i conti con un inaspettato disguido che ha mandato tutto all’aria: niente serata lavorativa, niente clienti. Niente incasso. Il patron del Twiga è stato infatti costretto a chiudere il proprio ristorante Crazy Pizza, in via Vittorio Veneto a Roma, per mancanza di acqua. Un imprevisto che lo ha mandato su tutte le furie.

“Voglio scusarmi con i clienti di Crazy Pizza Roma perché ieri sera siamo stati obbligati a chiudere per assenza di acqua”, ha spiegato lo stesso imprenditore in un video pubblicato sui social, rivolgendosi agli avventori che già erano stati avvertiti nell’inefficienza alla rete idrica. Poi il racconto della disavventura. “Abbiamo avvertito l’Acea alle 14, non si è mosso niente fino alle sette di sera. Nel condominio non c’era assolutamente acqua, non ci hanno detto neanche se era possibile ripristinare o no il servizio e abbiamo dovuto chiudere. Mi scuso con tutti voi che avevate prenotato, ieri sera eravamo al completo e abbiamo dovuto chiamare tutti i clienti“, ha osservato ancora lo stesso Briatore.

Il proprietario del Crazy Pizza, locale finito al centro delle polemiche social per i costi di alcune pietanze, ha poi raccontato le difficoltà incontrate per ripristinare la propria attività in vista della serata odierna. “Stamattina mi hanno riferito che sono arrivati con le autobotti… una roba da terzo mondo“, è sbottato l’imprenditore, aggiungendo di aver così deciso di risolvere la questione in automonia. “Ci siamo adoperati noi coi nostri tecnici, abbiamo un civico vicino e così abbiamo ripristinato noi l’acqua a modo nostro”, ha affermato. E ancora, con tono scocciato: “È una cosa incredibile, a Roma chiudono attività commerciali per mancanza d’acqua. Non me lo sarei mai aspettato”.

Uno sfogo affidato ai social, come già l’imprenditore aveva fatto nei giorni scorsi per replicare alle critiche sui prezzi di alcune sue pizze. “Io sono un genio e voi no”, aveva provocato in quel caso Flavio. Stavolta, con altrettanto compiacimento, l’osservazione è arrivata invece in riferimento al disservizio risolto: “Chi fa da sé fa per tre, abbiamo preso un altro allacciamento di nostra proprietà e Crazy Pizza sarà aperto. Non grazie ad Acea ma grazie ai nostri ragazzi e ai nostri tecnici”.

One Reply to “Roma – “Roba da terzo mondo”. Briatore costretto a chiudere la pizzeria”

  1. ha speso tanto x acquistare i prodotti di elite x le sue pizze….che non aveva soldi per pagare la bolletta dell’acqua……….

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