Isvra: Gli imprenditori pronti a far lavorare chi ha il reddito di cittadinanza

L’Istituto Italiano per lo Sviluppo Rurale e l’Agriturismo lancia la proposta ai politici

ROMA – Parte dall’Istituto Italiano per lo Sviluppo Rurale e l’Agriturismo (Isvra) la proposta rivolta a tutti i politici in cerca di voti: gli imprenditori sono pronti a prendersi cura dei disoccupati con reddito di cittadinanza in cerca di lavoro, anzi, potrebbero addirittura rilanciare, aggiungendo al reddito una cifra supplementare.
“È questa l’idea che Isvra vuole avanzare alla politica – afferma Mario Pusceddu, presidente dell’Istituto,  dopo mesi passati ad ascoltare tutto e il contrario di tutto sul reddito di cittadinanza, e sui lavoratori che cercano un impiego ma non lo trovano, ci sentiamo di prendere un impegno. Infatti, noi possiamo soddisfare tutte le esigenze del momento, e cioè, quelle di uno Stato che non riesce ad occupare i lavoratori, quello dei lavoratori che dicono di non trovare lavoro e quello degli imprenditori che non riescono ad assumere personale, perché il costo del lavoro è troppo alto. Inoltre, uno dei nostri obiettivi è quello di migliorare la qualità dei servizi avendo più manodopera a disposizione. Insomma, una ricetta tutta a vantaggio del sistema!
Il reddito di cittadinanza così pensato metterà finalmente tutti d’accordo”. “È un’idea reale e non una provocazione”, afferma la dirigenza, che ha già valutato la fattibilità.
Parlando dei giovani, un imprenditore appartenente a qualsiasi categoria potrà versare direttamente in busta paga la quota di reddito anche incrementandola, per poi riprendersi dallo Stato, sotto forma di credito di imposta, la porzione di reddito di cittadinanza che era destinata a quel lavoratore.
Compito dell’imprenditore sarà non solo addestrare, ma formare e motivare; i giovani affiancati dall’imprenditori finalmente vedranno il mondo del lavoro con un interesse diverso, gli imprenditori saranno incentivati dalla riduzione del costo del lavoro senza che esso peraltro gravi sulle casse dello stato. Infine, ma forse più importante di ogni cosa, avremo nel futuro una classe di lavoratori competente.

 

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