Magliano Romano – Il Tar Lazio affossa definitivamente la discarica di “Monte della Grandine” e mette nei guai la Tuscia

Accolto il ricorso del Comune contro la decisione della Regione Lazio di autorizzare l’invaso di Idea 4 e trasformarlo nella discarica di Roma che, a breve, sarà spostata a Viterbo. Nella Tuscia un milione di metri cubi di invaso, un milione e 300 mila tonnellate di rifiuti per un introito di 130milioni di euro nelle tasche di Cerroni e, dopo la chiusura di Albano (dicembre), 9 mesi per riempire nuovamente Monterazzano e rimettere in crisi la regione

MAGLIANO ROMANO – La sentenza della “Quinta Sezione” del Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio, pubblicata questa mattina, ha messo definitivamente una pietra tombale sull’iniziativa di Idea4, della Regione Lazio e del Comune di Roma di trasformare la cava di “Monte della Grandine” in “Discarica per rifiuti speciali non pericolosi”.

Questa decisione arriva a distanza di pochi giorni da quella precedente che ha visto protagoniste le Associazioni che da subito si sono opposte al progetto.

Magliano Romano, il Tar Lazio accoglie il ricorso delle associazioni, bastona la Regione Lazio e boccia la discarica di Idea4

Il Comune di Magliano Romano chiedeva la censura la gravata valutazione di impatto ambientale  adottata dalla Regione Lazio in quanto adottata tardivamente in violazione della disciplina di settore ed in contrasto con il principio comunitario di attualità della VIA, con conseguente richiesta di rimessione alla Corte di Giustizia onde verificare se è conforme alla attualità della decisione sulla VIA e alla perentorietà dei termini del giudizio di compatibilità ambientale (Direttiva 52/2014/UE, art. 8 bis, comma 5 e 6).

La normativa nazionale contenuta nell’art. 50 comma terzo del d.l. 76/2020, che limita la perentorietà dei termini ai soli procedimenti avviati da una certa data, senza prevedere un termine finale massimo per l’applicazione della normativa transitoria.

Sempre l’amministrazione comunale lamentava la violazione del principio di autosufficienza della VIA in quanto la Regione ha differito al procedimento di AIA le più importanti analisi in merito all’impatto sulle matrici ambientali e alle cause dell’esistente
contaminazione da fluoruri e subordinato conseguentemente l’esecutività del provvedimento di valutazione di impatto ambientale; l’insufficiente istruttoria; la non coerenza della normativa transitoria prevista dal Piano regionale dei rifiuti per gli impianti già esistenti e legittimamente assentiti al diritto europeo; la violazione della normativa sulla categoria delle discariche (Direttiva 1999/31/CEE e della Decisione del Consiglio 19 dicembre 2002).

Il presidente Leonardo Spagnoletti era chiamato a decidere sulla “Pronuncia di Valutazione di impatto ambientale ai sensi dell’art. 23 del D.Lgs. 152/2006 e s.m.i. progetto di “Discarica per rifiuti speciali non pericolosi” Comune di Magliano Romano (RM), località Monte della Grandine – Società Proponente Idea 4 s.r.l., registro elenco progetti n. 39/2014”.

Dell’allegato A, paragrafo 1.2.1. del Piano Regionale di gestione dei rifiuti della Regione Lazio approvato con D.C.R. n. 5 del 5 agosto 2020 nella parte in cui dispone che “tutte le disposizioni che seguono….si applicano soltanto agli impianti
oggetto di progettazione e realizzazione ex novo e non agli impianti legittimamente esistenti alla data di approvazione del Piano, sia in occasione di rinnovo delle relative autorizzazioni che di varianti sostanziali e non sostanziali”.

Il Tar del Lazio ha dunque dichiarato inammissibile l’atto di intervento ed ha condannato in solido la Regione Lazio e la società Idea 4 S.r.l al pagamento in favore del Comune di Magliano Romano delle spese di lite.

La situazione si aggrava per Viterbo nonostante che dal 1 novembre Frosinone smetterà di inviare rifiuti nella Tuscia. Ricordiamo che a dicembre chiuderà la discarica di Albano Romano e rimarrà aperta solamente quella viterbese

L’ampliamento di circa 1 milione di metri cubi della discarica di Monterazzano potrà garantire l’arrivo di oltre un milione e 300 mila tonnellate di rifiuti con un introito per Cerroni di oltre 130milioni di euro. Quanto durerà? Il conto è presto fatto. Con l’apertura del TMB di Guidonia, sempre di Cerroni e con tutti gli altri impianti TBM e TMB senza discarica confluiranno tutti su Viterbo che potrà garantire lo smaltimento per almeno 9 mesi. Poi sarà di nuovo caos.

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