E’ morta la mamma di Stefano Cucchi, il ricordo di chi l’ha conosciuta a Tarquinia

Nel litorale viterbese la casetta dove trascorreva il fine settimana

ROMA –  Dopo anni di battaglie, contro una terribile malattia e per ottenere la verità per suo figlio, si è spenta Rita Calore, la mamma di Stefano Cucchi, “Non ce l’ha fatta. Questa mattina Rita Calore si è arresa per andare a riabbracciare Stefano. Il figlio mai perduto. Lo scrivo con tanta emozione e mi stringo a Giovanni ed #Ilaria. Non mi viene altro da dire a questa grande famiglia”. Così l’avvocato Fabio Anselmo su Facebook dando notizia della scomparsa della mamma di Stefano Cucchi, – il giovane romano morto nel 2009 all’ospedale Pertini mentre era in custodia cautelare, una settimana dopo il suo arresto – e della sorella Ilaria, recentemente eletta al Senato, che da anni si batte perché sia accertata la verità sulla morte del fratello.

Nel 2019 Rita Calore aveva scoperto di essersi ammalata. “Pensavo fosse la sciatica che mi porto dietro da anni”, aveva raccontato a Repubblica, “e infatti continuavo a incollarmi il carrello e le buste della spesa. Figurarsi, ho fatto per quarant’anni la maestra all’asilo, ho cresciuto due figli. Poi Ilaria ha detto: “Mamma, ora ti controlli”. E insomma, altro che sciatica. Vabbè”.

“Sì. Quando perdi un figlio, muori con lui. E quindi, ecco perché dico “vabbè”. Perché ogni mattina che mi sveglio ringrazio il Padre eterno che mi ha dato un altro giorno. E soprattutto penso che quello che è successo a me non è nulla rispetto a quello che hanno fatto a Stefano. Che sarà mai portare il busto, fare la chemio, i raggi?”.

Il litorale viterbese era una zona molto amata dalla famiglia Cucchi, qui al Lido di Tarquinia possiedono una casetta in un camping, dove portavano i figli Ilaria e Stefano fin da bambini. Lì, come ogni fine settimana, si recavano per trascorrere il week-end al mare, e proprio in zona, a Monte Romano, nel maggio appena trascorso la signora Rita e il marito hanno avuto un incidente stradale, fortunatamente non grave.

“Due persone squisite, frequentavano il nostro campeggio dagli anni ’70, sono stati tra i primi clienti, prima con la roulotte ed ora con una casetta – afferma Renato Bacciardi proprietario del camping –  tutti gli volevano bene per la compostezza e gentilezza che contraddistingueva sia Rita che il marito. Siamo tutti molto addolorati, la signora Rita è parte della nostra storia”.

b.f.

 

 

 

 

 

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