Coldiretti Lazio, bufala mediterranea e nuove frontiere di selezione

“Progetto Big”, verso il miglioramento genetico 

LATINA – “Sviluppare nuovi strumenti selettivi e conoscenze a disposizione degli allevatori, per costruire mandrie in cui la biodiversitа viene mantenuta e preservata, il benessere migliorato e l’impatto ambientale diminuito, ossia le basi per l’allevamento sostenibile”. Sono alcuni degli obiettivi del “Progetto Big” di Anasb, l’Associazione Nazionale Allevatori Specie Bufalina che oggi è stata protagonista dell’incontro organizzato​ da Coldiretti Lazio a Latina: “Nuove frontiere della selezione della Bufala Mediterranea Italiana (BMI)”.

Un incontro al quale ha preso parte il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, Regione, le Università degli Studi di Napoli Federico II e della Tuscia e l’Assessore all’Agricoltura della Regione Lazio, Enrica Onorati.

“Quella lanciata da Anasb è una grande sfida dell’innovazione – spiega il direttore Coldiretti Latina, Carlo Picchi –  che abbiamo voluto cogliere per dare delle risposte ai nostri allevatori e naturalmente a tutti i consumatori. Proprio questi ultimi potranno sentirsi maggiormente tutelati da prodotti che provengono da una filiera tracciata e sostenibile. Obiettivi che per la Coldiretti sono sempre stati primari e che rispondono anche all’impegno per la transizione ecologica richiesto dalle istituzioni nazionali ed europee. Progetti come quello presentato oggi consentono di ottenere un allevamento tale da garantire una  riduzione dello spreco di risorse e un maggior rispetto dell’ambiente”. 

“Il “Progetto Big” ha come obiettivo il miglioramento genetico di caratteri innovativi legati alla resistenza/resilienza – spiegano da Anasb – a patologie (brucellosi, tubercolosi, paratubercolosi, emimelia trasversa), alla sostenibilitа ambientale (efficienza alimentare, emissioni in atmosfera), alla qualitа delle produzioni (caseificazione), alla valorizzazione della produzione della carne come prodotto secondario (ad esempio muscolositа e BCS) ed il mantenimento della variabilitа genetica nella razza bufala Mediterranea Italiana attraverso il controllo dell’inbreeding e la costituzione di una biobanca di materiale seminale maschile e embrioni”.

Ad aprire i lavori il Presidente Anasb, Nicola Palmieri, al Consigliere e Direttore Anasb, Francesco D’Ausilio e Giacomo Bertolini, mentre il responsabile scientifico Gianluca Neglia dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, ha illustrato il “Progetto Big” e il ricercatore Cnr Ibba, Stefano Biffani, coordinatore Uffici Studi Anasb, ha il primo focus sulla genomica della Bufala Mediterranea Italiana.

L’evento si è svolto nella sede della federazione provinciale di Coldiretti in via Don Minzoni, 1, dove si è affrontato il tema  delle tecnologie innovative per il miglioramento genetico della specie bufalina, insieme a  Giuseppe Campanile, componente Cda dell’Università degli Studi di Napoli Federico II e Umberto Bernabucci del Dipartimento Dafne dell’Università degli Studi della Tuscia. Al dibattito ha preso parte anche il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali con il dirigente Francesco Bongiovanni, Salvatore Claps, direttore del Centro di ricerca Crea-Za, Domenico Raimondo, Presidente del Consorzio di Tutela della Mozzarella di Bufala Campana Dop, Mauro Donda, Direttore Generale Associazione Italiana Allevatori e al Direttore di Coldiretti Latina, Carlo Picchi. 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *