CIVITAVECCHIA – È scontro frontale tra la FP CGIL e la direzione generale della ASL Roma 4 sulla gestione del personale e dei servizi sanitari nel territorio a nord della Capitale. Al centro della polemica la cronica carenza di operatori sanitari, il mancato rinnovo di alcuni appalti e il ruolo delle organizzazioni sindacali.
A denunciare la situazione è Emanuela Nucerino, segretaria generale FP CGIL Civitavecchia, Roma Nord e Viterbo, intervenuta dopo il sit-in pacifico dei lavoratori delle cooperative Nuova Sair e Acapo. Secondo il sindacato, la ASL Roma 4 vivrebbe una fase “drammatica”, segnata da una grave mancanza di infermieri, OSS, tecnici e medici, oltre che da scelte gestionali definite unilaterali e inefficaci. Nel mirino anche la direttrice generale Rosaria Marino, accusata di delegittimare il ruolo del sindacato e di portare avanti un disegno di progressivo smantellamento della sanità pubblica territoriale.
La CGIL sottolinea in particolare le difficoltà negli ospedali di Bracciano e Civitavecchia, dove – denuncia – non sarebbero garantiti i livelli minimi di assistenza: al Pronto soccorso di Bracciano quattro infermieri per quaranta pazienti, mentre al San Paolo di Civitavecchia undici unità mancanti non sarebbero state sostituite. A questo si aggiungerebbero turni massacranti per il personale e la mancata proroga dei contratti con le cooperative Nuova Sair e Acapo, che avrebbe comportato l’uscita di decine di lavoratori, aggravando la paralisi degli uffici e dei servizi.
Di segno opposto la posizione della ASL Roma 4. In una nota ufficiale, la direttrice generale Rosaria Marino respinge le accuse e invita a porre fine a quella che definisce una “polemica inutile e fuorviante”. Marino ribadisce che nella pubblica amministrazione si accede al lavoro solo tramite concorso pubblico e che le procedure straordinarie adottate durante il Covid non sono più applicabili. La ASL evidenzia di aver bandito concorsi per OSS e personale amministrativo, aperti anche ai lavoratori delle cooperative, e sottolinea che le assunzioni dipendono esclusivamente dalle graduatorie.
La direzione rivendica inoltre di aver attivato, con l’autorizzazione della Regione Lazio, percorsi straordinari per garantire la continuità lavorativa ad almeno una parte degli operatori, e precisa che solo il 40% del personale delle cooperative era in servizio prima del 2023. Marino difende infine il principio del merito nelle selezioni e annuncia la disponibilità a incontrare una delegazione di lavoratori di Acapo e Nuova Sair per chiarire le questioni ancora aperte.

