Con una microcamera, il padre avrebbe assistito in tempo reale a quanto stava accadendo
TERNI – È stato condannato a dieci anni di reclusione un operaio ternano di 45 anni, riconosciuto colpevole di violenza sessuale aggravata su minore. La sentenza è stata pronunciata al termine del processo con rito abbreviato davanti al giudice per l’udienza preliminare del tribunale di Terni, Chiara Mastracchio, con la riduzione di pena prevista dalla procedura.
Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, gli abusi sarebbero avvenuti ai danni di una bambina di quattro anni. A far emergere i fatti furono le immagini riprese da una microcamera installata nella camera da letto della minore, collegate al telefono del padre, che assistette in tempo reale a quanto stava accadendo. Il materiale è stato acquisito agli atti dell’inchiesta.
Il pubblico ministero aveva chiesto una condanna a nove anni di carcere. Il giudice ha inoltre disposto per l’imputato la misura di sicurezza del divieto di avvicinamento a scuole e luoghi frequentati da bambini, una volta espiata la pena.
L’uomo si trova detenuto in una sezione protetta del carcere dalla Vigilia di Natale del 2024, giorno dell’arresto da parte dei carabinieri. In fase di convalida, il Gip aveva sottolineato l’incapacità dell’imputato di controllare “i propri impulsi sessuali nei confronti di bambine in tenera età”.
Difeso dall’avvocato Marco Tudisco, il 45enne ha sempre respinto le accuse, sostenendo si sia trattato di un equivoco, e ha annunciato ricorso in appello.
I genitori della minore, costituitisi parte civile con l’avvocato Francesco Mattiangeli, hanno ottenuto un risarcimento di 50mila euro per la bambina e di 10mila euro ciascuno per loro stessi.

