Il quadro è abbastanza evidente in ogni punto, iniziando dal tema dell’acqua di Montedoglio. L’Umbria non riceverà nessun regalo da Giani, in quanto l’acqua dell’invaso di Montedoglio non è proprietà della Regione Toscana, ma un bene demaniale dello Stato, gestito dall’EAUT, Ente Agricolo Umbro Toscano. L’utilizzo dell’acqua in surplus era già previsto e disciplinato da accordi precedenti, a partire da quello sottoscritto grazie all’intervento dell’Autorità di bacino dell’Appennino Centrale. Inserire un accordo precedente, istituzionalmente corretto, in una sorta di tazebao, rappresenta solo un’operazione di facciata volta a giustificare la vergognosa bandiera bianca sull’operazione Medio Etruria che con ben altra fermezza avevamo noi condotto fino ad un anno fa.
Imbarazzante quanto stabilito su Alta Velocità e Medioetruria. Qui emerge tutta la debolezza politica della presidente Proietti. L’accordo vero, serio e strutturato sull’Alta Velocità lo abbiamo già firmato al Ministero con i presidenti Tesei e Giani, insieme all’ex ministro Giovannini, governo Draghi, e dell’allora AD di RFI Vera Fiorani. Un’intesa programmatica che stabiliva un principio chiaro: il tavolo paritetico che è stato poi costituito, non la politica di chi urla più forte, ma un ente tecnico terzo come RFI avrebbe dovuto individuare, con la collaborazione di tutti, la soluzione migliore sulla base di parametri oggettivi, in coordinamento con Trenitalia e Italo. Così è avvenuto. Quel percorso ha portato ad uno studio approfondito che indica Creti come soluzione baricentrica grazie ad un algoritmo i cui parametri sono stati implementati da entrambe le delegazioni regionali, soluzione scientifica che tiene conto anche degli interessi del perugino e di tutta la fascia centrale dell’Umbria. Oggi invece assistiamo a dichiarazioni surreali, con il presidente Giani che, a partita terminata, scappa con la palla pretendendo di rigiocarsi la partita con regole tutte sue compiendo una scelta egoistica, tornando a parlare non solo di Rigutino ma in una confusione totale di nuove location buttata là senza alcuna logica trasportistica. Il tutto con il placet della presidente Proietti, che accetta supinamente questo ruolo subalterno, condannando l’Umbria a scelte che pagheremo noi ma soprattutto le future generazioni. Si danneggiano i viaggiatori umbri e si condanna la nostra regione all’isolamento perpetuo che stavamo superando.
Poi ancora, continuare a chiedere fermate dell’Alta Velocità ovunque è una posizione demagogica e irrealistica. I Frecciarossa hanno oltre 600 posti e funzionano sulla base di piani economico-finanziari rigorosi legati alla bigliettazione. Solo chi pensa che Trenitalia, società che ha un bilancio pubblico legato a regole precise, possa rimettere milioni per le pretese di due regioni mosse da intenti politici tecnicamente sconclusionati, andrà a sbattere perché operazioni balzane di questo tipo non potranno mai essere avallate da un Paese che vuole conseguire i migliori risultati fra quelli possibili, con l’Europa che impone la concorrenza per l’utilizzo delle tracce della direttissima ormai satura. Se si moltiplicano le fermate, i treni perdono competitività, si fanno concorrenza l’un l’altro, si svuotano, e diventano antieconomici producendo solo debiti. Il risultato? Milioni di euro di costi assurdi da coprire che ricadrebbero sulle Regioni e quindi sulle tasche dei contribuenti che pagano le tasse per favorire un numero di poche centinaia di utenti frazionati in tante improbabili location. È una logica da incompetenti che non sta in piedi e che il Governo, contro regole elementari del buon padre di famiglia, non potrà mai assecondare. D’altronde avevamo ottenuto ben 10 milioni dal CIPESS per la progettazione della Medio Etruria a Creti con il cantiere che avremmo già aperto e la conclusione dei lavori nel 2029 mentre oggi si ricomincia daccapo con l’abdicazione dell’Umbria al ruolo che le spetta. Gridare contro il governo che non ha messo i soldi sulla Medio Etruria è ridicolo, quando anche i bambini comprendono che la colpa sta in chi ha bloccato l’operazione già in fase avanzata rimettendo in discussione quella scelta.
Infine sulla sanità appare evidente l’intenzione della Proietti di dirottare i pazienti umbri dell’Altotevere e del Trasimeno, che non riescono ad accedere alle prestazioni nella nostra regione a causa delle liste di attesa infinite o addirittura sbarrate, verso le strutture ospedaliere della Toscana, determinando un aumento dei disagi e dei costi per i cittadini, oltre a un pesante incremento della mobilità sanitaria passiva che nel 2025 ha bruciato ben 50 milioni delle nostre risorse. Per fortuna non si parla più dell’ipotesi di cessione del servizio di elisoccorso Nibbio alla Toscana. Un passo indietro arrivato grazie all’allarme lanciato a suo tempo dal centrodestra.
In conclusione, questo “patto” indebolisce la nostra regione, e ne certifica una definitiva marginalizzazione. La Proietti, inadeguata al ruolo, svende gli interessi dell’Umbria e dei suoi cittadini alla Toscana, piegandosi a logiche esclusivamente politiche e assumendo una posizione ben poco dignitosa di evidente subalternità nei confronti del presidente Giani. Denunciamo questa deriva a tutti gli umbri di buona volontà che non intendono abdicare al proprio ruolo di cittadini consapevoli”.

