Civitavecchia – Confermata la misura cautelare del braccialetto elettronico per il medico gettonista

I legali di Germano Ferri contrattaccano: “Lasciato a Roma, con una grave frattura alla mano, senza la propria autovettura, senza documenti personali, senza denaro e carte di credito”

CIVITAVECCHIA – Si è tenuta lunedì scorso, 2 febbraio, l’udienza davanti al Gip del Tribunale di Civitavecchia, Matteo Ferrante, nell’ambito del procedimento che vede coinvolto Germano Ferri.

Il medico gettonista, in servizio al Pronto soccorso dell’ospedale San Paolo, è accusato di maltrattamenti nei confronti dell’ormai ex compagna. Accuse che hanno fatto scattare l’applicazione del cosiddetto codice rosso e l’adozione del divieto di avvicinamento alla persona offesa con controllo tramite braccialetto elettronico.

L’indagato, ex segretario del Partito Democratico di Civitavecchia, è comparso per l’interrogatorio di garanzia accompagnato dal proprio legale di fiducia, l’avvocato Mario Antinucci, del Foro di Roma.

Civitavecchia, lunedì davanti al Gip il medico indagato per maltrattamenti

Il giudice ha confermato la misura cautelare del divieto di avvicinamento con braccialetto elettronico nei confronti di Germano Ferri. Una decisione che coinvolge anche la presunta vittima, alla quale è stato consegnato un dispositivo analogo che si attiverà in caso di avvicinamento.

Nel frattempo l’avvocato difensore di Germano Ferri ha diramato un comunicato stampa nel quale prende le distanze dalle accuse e illustra la versione del proprio assistito.

“Nel caso in questione – si legge nella nota il penalista Antinucci – su presunte ipotesi di reato riconducibili al c.d. codice rosso, con l’aggravante dell’uso di un’arma bianca mai sequestrata – ma soprattutto mai cercata dalla Polizia giudiziaria nell’ abitazione indicata come luogo del fatto – l’Assistito, persona incensurata, è stato attinto in data 26.01.26 da un’ordinanza cautelare emessa dal Giudice per le indagini preliminari di Civitavecchia, in assenza di interrogatorio di garanzia e in un contesto di gogna mediatico-giudiziaria.

Nel delineato contesto solo in data 2.02.26 l’indagato è stato sentito in sede di interrogatorio di garanzia dal Gip della misura, a valle di una formale richiesta della difesa di urgente colloquio con il Procuratore della Repubblica di Civitavecchia per rappresentare il fatto grave della divulgazione di fatti precisi e circostanziati inerenti all’indagine penale in corso, fatto gravemente lesivo della presunzione d’innocenza.

All’esito del lungo interrogatorio del 2.02.2026 dinanzi al Giudice, l’Assistito si è dichiarato fermamente estraneo alle gravissime accuse, con la puntuale precisazione che nella mattinata del fatto, intorno alle ore 9.00, egli sarebbe stato lasciato a Roma, con una grave frattura alla mano destra (inferta dalla presunta persona offesa), senza la propria autovettura (sottratta dalla presunta persona offesa), senza documenti personali, senza denaro e carte di credito (rimasti nell’automobile), mentre la stessa presunta persona offesa – sempre secondo quanto riferito – si sarebbe presentata in pronto soccorso a Civitavecchia solo intorno alle ore 13:30, accompagnata dal proprio legale: l’Autorità Giudiziaria dovrà a buon diritto riconsiderare l’esistenza di un arco diacronico di 5 ore tra l’abbandono dell’indagato ferito a Roma e la denuncia
1
della presunta persona offesa a Civitavecchia, tempo nel quale possono essersi verificati fatti diversi.

Nel delineato contesto, l’Assistito è stato vittima di una violenta aggressione clinicamente documentata da parte della presunta persona offesa, oltre ad essere stato fisicamente aggredito da persone terze allo stato estranee alle indagini, ha confermato la volontà già manifestata nella Questura di Civitavecchia nella data del fatto, di procedere con atto di querela per tutti i fatti subiti nel corso delle indagini che hanno portato all’esecuzione di una misura cautelare fortemente afflittiva, che sarà oggetto di censura della difesa nelle competenti sedi giudiziarie.

Non da ultimo – ha precisato il difensore – l’Assistito ha dichiarato di temere per la propria sicurezza e per quella dei suoi familiari, alla luce del clima generatosi a seguito della diffusione incontrollata delle notizie. Piena fiducia nella Magistratura di Civitavecchia”.

Si ricorda che il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e che Germano Ferri deve essere considerato presunto innocente fino a eventuale sentenza definitiva di condanna.