ROMA – Un pomeriggio di sport si è trasformato in tragedia in una nota palestra tra la via Cassia e Corso Francia. Lorenzo Vernaglione, primo maresciallo di Marina di 40 anni e grande appassionato di arti marziali, è deceduto lo scorso martedì 3 febbraio dopo un improvviso malore accusato durante una sessione di Muay Thai.
La dinamica del dramma
Secondo le prime ricostruzioni, l’uomo si stava allenando presso la palestra “Flaminia Sette” in via Tuscania. Mentre effettuava alcuni scambi con un compagno di allenamento, Vernaglione si è accasciato improvvisamente al suolo, perdendo conoscenza.
I presenti hanno attivato immediatamente i soccorsi e l’atleta è stato trasportato d’urgenza all’ospedale Sant’Andrea. Nonostante i disperati tentativi di rianimazione da parte del personale medico, il cuore del quarantenne ha smesso di battere poco dopo il ricovero.
Le indagini: malore o trauma?
La Procura di Roma ha aperto un fascicolo di indagine per omicidio colposo contro ignoti, un atto dovuto per consentire lo svolgimento di tutti gli accertamenti tecnici.
Gli inquirenti hanno già disposto l’autopsia, che sarà determinante per chiarire il nodo centrale del caso: Lorenzo è stato stroncato da un malore fatale o il decesso è collegabile a un colpo ricevuto durante lo sparring?
Al vaglio degli investigatori ci sono diversi punti chiave:
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Dispositivi di protezione: Si sta verificando se l’uomo indossasse regolarmente paratibie, guantoni e caschetto protettivo.
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Documentazione sanitaria: È stata acquisita la cartella clinica e il certificato di idoneità sportiva per verificare eventuali patologie pregresse non rilevate.
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Catena dei soccorsi: Gli inquirenti stanno accertando se nella struttura fossero presenti i presidi di primo soccorso necessari (come il defibrillatore) e se le manovre di emergenza siano state attivate tempestivamente.
Il ricordo della vittima
Lorenzo Vernaglione era descritto come un uomo in ottima salute, un militare stimato e uno sportivo esperto. I suoi profili social, ora colmi di messaggi di cordoglio, raccontano la sua dedizione per la “Boxe Thailandese”, una disciplina che praticava con regolarità e competenza.
Mentre la comunità di Roma Nord e l’Arma dei Carabinieri si stringono attorno alla famiglia, si attende l’esito degli esami autoptici per dare una risposta definitiva sulle cause di una morte che, al momento, appare inspiegabile.

