Il partito attacca il Comune: “La variante sul Fiora è stata approvava nel silenzio”
MONTALTO DI CASTRO – “Esprimiamo forte preoccupazione e profonda indignazione per quanto emerso in merito alla recente variante al progetto di messa in sicurezza del Fiume Fiora, approvata nel silenzio più totale e in palese contraddizione con gli impegni politici assunti, anche ad un tavolo congiunto tra l’amministrazione e i vari rappresentanti dei partiti del paese il 23 settembre 2025”. Lo fa sapere Forza Italia.
“Perché diamo noi questa notizia? È un mistero, o un’assurdità, fatto sta che una variante peggiorativa sull’ultimo tratto dell’opera è stata approvata, eliminando le paratie idrauliche mobili previste e sostituendole con un muro fisso in cemento armato con un’altezza variabile da 180 a 220 centimetri – prosegue la nota -. Una scelta grave e incomprensibile, soprattutto perché interviene proprio sull’unico tratto di reale fruizione pubblica del fiume, a piazzale dei Pescatori, dove con grande fatica, già in fase di progettazione e sopratutto di gara, era stata ottenuta una soluzione moderna, meno impattante e coerente con la tutela paesaggistica: le paratie mobili, oggi cancellate.
Ricordiamo, e non è un dettaglio di poca importanza, che quella delle paratie mobili a piazzale dei Pescatori è stata una miglioria di gara con la quale la ditta si è aggiudicata i lavori rispetto alle altre concorrenti!
Ancora più sconcertante è il modo in cui siamo venuti a conoscenza dell’approvazione; visitando il cantiere, e in seguito consultando gli atti regionali, ci siamo informati e abbiamo scoperto che la Regione Lazio aveva già concluso il procedimento con la Determinazione dirigenziale n. G13408 del 16 ottobre 2025, della Direzione Lavori Pubblici e Infrastrutture, con cui è stata chiusa positivamente la Conferenza dei Servizi.
Dal testo ufficiale emerge che la Conferenza dei Servizi era stata indetta l’11/08/2025 e le amministrazioni convocate avevano 45 giorni per trasmettere le proprie determinazioni.
La stessa sindaca, e non avevamo modo di dubitarne, invitandoci al tavolo politico ci aveva poi fatto sapere di aver inviato la nota il 25 settembre contenente il parere di sostanziale rigetto formale della variante, così come concordato anche con i partiti al tavolo in comune.
E qui inizia un altro mistero: nella Determina regionale è chiaramente scritto che, ‘oltre ai pareri sopra indicati, non ne sono pervenuti ulteriori da parte degli Enti convocati’.
Tra questi enti convocati figurava ovviamente anche il Comune di Montalto di Castro: come mai se ci è stato detto che il parere comunale era stato inviato non risulta nella determina di approvazione della variante regionale?
Un eventuale errore di trasmissione o redazione dello stesso, sarebbe stato equiparato ad assenso senza condizioni, come previsto dalla normativa richiamata nella stessa Determinazione regionale.
Contattando l’ufficio regionale che ha emesso la determina di chiusura della Conferenza dei Servizi, ci hanno confermato l’assenza di comunicazioni formali da parte dell’amministrazione.
Nonostante questo però, se da una parte avevamo ringraziato la sindaca per il coinvolgimento al tavolo, oggi dobbiamo esprimere il nostro totale disappunto, a 360 gradi, per com’è finita la vicenda: nel silenzio più totale delle istituzioni preposte!
Prendiamo atto che all’esito della conclusione della conferenza dei servizi non è stato riconvocato il tavolo politico di confronto, né sono stati informati i cittadini o i consiglieri comunali degli sviluppi in corso e della possibilità di ricorso. Nessuna iniziativa è stata assunta per consentire una valutazione consapevole, e condivisa, delle possibili azioni di tutela.
Questa mancanza ha determinato, nei fatti, il decorso integrale dei termini di legge, impedendo ai partecipanti al tavolo, ai cittadini, o a chiunque lo ritenesse opportuno, di esercitare i diritti di ricorso previsti dall’ordinamento.
Nella Determina di approvazione definitiva della variante del 16/10/2025, era infatti indicato che da quella data decorrevano 30 giorni per il ricorso al TAR e 60 giorni per il ricorso al Presidente della Repubblica. Termini oggi definitivamente scaduti. E il cantiere è partito con le modifiche peggiorative.
Sia chiaro: l’opera di messa in sicurezza del Fiora è necessaria, ma lo era con le paratie mobili, soprattutto nell’unico punto di fruizione pubblica del fiume dove erano previste!
Ve lo ricordate lo slogan ‘No al muro sul Fiora’ tanto decantato fino alle comunali del 2022? Beh oggi, a febbraio 2026 si alzerà un muro anche dove non era previsto, a piazzale dei Pescatori.
Per questi motivi riteniamo che la maggioranza debba assumersi pienamente la responsabilità politica di quanto accaduto e spiegarne le ragioni.
In questa vicenda siamo stati sempre disponibili e collaborativi nei mesi scorsi, ed abbiamo ringraziato l’amministrazione per l’iniziale coinvolgimento: lo abbiamo fatto con serietà e in modo propositivo. Ma di fronte a quanto accaduto non si può tacere”.

