Latina – Dirty Glass: diritto di replica o tentativo di censura? La nostra risposta alla diffida del dott. Esposito

Mendacem memorem esse oportet” – Il bugiardo deve avere buona memoria

LATINA – Lunedì scorso è pervenuta alla redazione del nostro Blog una comunicazione sottoscritta dagli avvocati Paolo Ingratta e Giulio Calabrò, redatta a tutela del loro assistito, il dottor Francesco Giovanni Ciro Esposito.

Non si tratta di una lettera qualunque, ma di una “diffida e messa in mora con contestuale richiesta di rettifica ex art. 8 Legge 47/1948”.

Analizzando l’oggetto della missiva, siamo rimasti sorpresi: cosa avremmo scritto di così grave nei nostri articoli da spingere il dottor Esposito a invocare tutele legali?

Per la correttezza che da sempre contraddistingue questo spazio — e pur ribadendo la natura indipendente del nostro Blog — abbiamo deciso di pubblicare integralmente la lettera.

Lo facciamo con convinzione, poiché proprio le contestazioni sollevate ci offrono l’opportunità di confermare quanto già scritto e di ribadire la nostra opinione: la gestione professionale del dottor Esposito presenta, a nostro avviso, lacune evidenti e gravi.

Leggi qui la lettera integrale:

2026.02.20.Diffida

La nostra contro-replica: i fatti contro le contestazioni

Dopo aver ricevuto la diffida, abbiamo riletto con attenzione i due articoli contestati:

  1. Latina, il sistema della prevenzione e il caso Iannotta…

  2. Latina, Dirty Glass: l’ombra della mail anonima…

Riteniamo che le contestazioni dei legali siano estremamente vaghe.

Entrambi i pezzi sono il risultato di una rigorosa ricostruzione storica di udienze pubbliche e della pubblicazione di documenti estratti dai fascicoli giudiziari relativi al processo “Dirty Glass” a carico di Luciano Iannotta.

Entriamo nel merito dei punti sollevati:

Sulle società fallite

La contestazione: Nessuna società affidata all’amministrazione del dott. Esposito è fallita a causa della sua gestione.

La nostra replica: Ci duole smentire questa affermazione, ma i documenti parlano chiaro.

Sotto la sua curatela amministrativa è fallita la ITALY Glass. Il dottor Esposito è stato nominato amministratore giudiziario della società il 26 gennaio 2022, come dimostra questo atto processuale:

TOZZI ESPOSITO

Pochi mesi dopo, il 14 luglio 2022, la ITALY Glass è stata dichiarata fallita dal Tribunale Fallimentare di Roma

SENTENZA FALLIMENTO ITALY GLASS

Cosa ci sarebbe, dunque, di non veritiero? Nulla.

Durc_INAIL_23232013_SCADENZA 17.11.2020 (1)

2. Sulla presunta dissipazione di somme

La contestazione: Non vi è stata alcuna dissipazione di somme.

La nostra replica: Nei nostri articoli non si fa menzione del reato di “dissipazione”.

Abbiamo invece evidenziato un paradosso: pur avendo preso in carico società con ingenti disponibilità finanziarie, magazzini pieni e decine di mezzi, l’amministrazione non sembrava disporre della liquidità necessaria per evitare lo sfratto di persone anziane e malate. Sono stati intimati pagamenti immediati senza attendere il pronunciamento della Corte d’Appello di Roma sulla confisca all’imprenditore Iannotta. Questa è critica giornalistica su fatti oggettivi.

VERBALE DI UDIENZA TRASCRIZIONI _tagliato

3. Su favoritismi e condotte professionali

La contestazione: Né assegnazione indebita di beni o favoritismi, né condotte che trascendano i limiti professionali e morali.

La nostra replica: Per rispondere, citiamo nuovamente le carte processuali che il dottor Esposito sembra ignorare. Nel provvedimento di confisca, emerge un dettaglio inquietante: la nomina di un tale Tozzi. Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, la nomina non è stata fatta da Iannotta, ma proprio dall’amministratore Esposito.

Chi è Tozzi? Gli uomini della Squadra Mobile di Latina lo descrivono chiaramente come un soggetto legato ad ambienti malavitosi:

TOZZI-IANNOTTA UFFICIO

Perché a questo soggetto è stato concesso l’uso gratuito dell’attico della famiglia Iannotta? Perché ha potuto utilizzare una Range Rover nonostante oltre 60mila euro di ricevute bancarie non pagate?

TOZZI ANTONIO

Tutto il materiale che abbiamo pubblicato proviene da documenti ufficiali e udienze pubbliche (come quella del 16.01.2026).

UDIENZA 16.01.2026

Il caso dei documenti “scomparsi” poi “ritrovati”

C’è un altro grande punto interrogativo sul modus operandi del dottor Francesco Giovanni Ciro EspositoNel corso delle ultime udienze abbiamo raccontato del famoso “colpo di scena” ovvero il ritrovamento di quei documenti che si ritenevano scomparsi, distrutti. Questo l’articolo da noi pubblicato che racconta quel colpo di scena in aula:

Latina – Caso Iannotta: rinvio e colpi di scena clamorosi nell’udienza di oggi: “Rinuncio alla prescrizione”

Dopo questo ritrovamento è accaduto che, nell’udienza successiva, si è cercato di screditare il notaio Becchetti (che all’epoca certificò la presenza dei faldoni stipati nei garage) utilizzando proprio quella mail anonima arrivata nella casella elettronica del dottor Esposito (i dettagli nell’articolo sopra) oltre che fare allusioni sul fatto che l’atto fosse un falso visto che il notaio, molti anni dopo, fu radiato dall’ordine (per altre e ben più gravi ragioni).

Latina – Dirty Glass, l’ombra della mail anonima: la “condomina timorosa”, i documenti riemersi e i dubbi sull’amministratore giudiziario

Lettera e confidenze arrivate proprio all’amministratore giudiziario Esposito che, senza indugio, ha trasmesso, senza verificarne l’autenticità, al PM della DDA, Francesco Gualtieri.

Peccato però che a certificare la presenza di quei documenti fin dal lontano 2014 non c’era solo l’atto del Notaio Becchetti ma anche quello di altri due notai più il timbro della data certa dell’ufficio postale.

Ecco la copia dei documenti originali depositati agli atti:

DOPPIE AUTENTICHE DI COPIE CONFORMI NOTARILI (1)

In conclusione

Riteniamo la lettera inviata dai legali sia un fatto grave: un evidente tentativo di censurare la stampa e un monito a non pubblicare questioni “scomode”.

Tuttavia, le recenti cronache giudiziarie che vedono protagonisti, purtroppo in negativo, uomini che dovrebbero servire lo Stato, ci convincono che la strada della trasparenza sia l’unica percorribile. Noi continueremo a percorrerla. Non abbiamo niente da rettificare. Non abbiamo scritto nulla di offensivo.

L’amministratore giudiziario Francesco Giovanni Ciro Esposito

Gli articoli oggetto di contestazione poggiano sui tre pilastri che rendono il giornalismo legittimo anche quando è “scomodo”:

  1. Veridicità: I fatti provengono da udienze pubbliche e documenti processuali. Le circostanze riportate (ritrovamento documenti, ammissioni del collaboratore Pugliese, verbali di udienza) derivano direttamente dal carteggio processuale e dalle dichiarazioni rese in udienze pubbliche.
  2. Pertinenza: Il caso “Dirty Glass” e la gestione di beni sequestrati sono di altissimo interesse pubblico. La gestione dei patrimoni in amministrazione giudiziaria è materia di indubbio rilievo sociale.
  3. Continenza: Il linguaggio deve essere misurato. Il testo si limita a porre quesiti su discrepanze oggettive (es. la mancata apertura del box a fronte del cambio serratura dell’appartamento) senza utilizzare epiteti gratuiti o espressioni offensive.

Latina – Il sistema della prevenzione e il “Caso Iannotta”: quando lo Stato diventa carnefice di anziani e malati oncologici

Come diceva Marco Fabio Quintiliano:

Mendacem memorem esse oportet” – Il bugiardo deve avere buona memoria