Il complice, Abdullah Atik, si era tolto la vita in carcere nel mese di febbraio
Viterbo – Si è concluso con una condanna a tre anni e quattro mesi di reclusione il processo nei confronti di Baris Kaya, cittadino turco arrestato lo scorso 3 settembre insieme ad Abdullah Atik dopo il ritrovamento di alcune armi all’interno di un bed & breakfast nella zona di Santa Rosa.
Il procedimento si è svolto davanti al giudice per le indagini preliminari Fiorella Scarpato. I due giovani erano stati fermati dalla polizia poche ore prima del tradizionale trasporto della Macchina di Santa Rosa, circostanza che inizialmente aveva fatto temere un possibile attentato. Gli accertamenti successivi hanno però escluso qualsiasi collegamento con la manifestazione.
All’interno della struttura ricettiva gli investigatori avevano sequestrato un piccolo arsenale composto da due pistole, una mitraglietta, tre caricatori e diverse munizioni calibro 9. Secondo l’ipotesi investigativa, il materiale sarebbe stato destinato ad attività riconducibili a gruppi della criminalità turca legati ai boss Baris Boyun e Ismail Atiz, entrambi arrestati a Viterbo rispettivamente il 22 maggio 2024 e il 25 agosto 2025.
Kaya, di origine curda, ha scelto il rito abbreviato ottenendo così la riduzione di un terzo della pena, che il giudice ha fissato in tre anni e quattro mesi per detenzione di armi clandestine.
Diverso il destino del coimputato Abdullah Atik, 26 anni. Per lui il pubblico ministero Massimiliano Siddi aveva chiesto una condanna a quattro anni, ma il procedimento si è interrotto dopo la sua morte. Il giovane si è suicidato il 5 febbraio scorso nel carcere Nicandro Izzo, impiccandosi alle sbarre della cella.

