Tarquinia – 77ª Mostra Mercato Macchine Agricole, cronaca di una fiera senza bando

E’ regolare la procedura di assegnazione dell’organizzazione dell’evento senza un’evidenza pubblica?

Tarquinia si appresta a vivere uno dei momenti più significativi del suo calendario sociale ed economico: la 77esima Mostra Mercato delle Macchine Agricole.

Il contesto temporale è quasi perfetto: il 1° maggio 2026 cade di venerdì, regalando un ponte festivo che promette afflussi record di visitatori. Ma dietro la facciata dei gazebo luccicanti e dei trattori in esposizione, si muovono logiche politiche e amministrative che sollevano ombre pesanti sulla trasparenza e sulla gestione della cosa pubblica.

Quella che dovrebbe essere la festa dell’agricoltura tarquiniese somiglia sempre più a un’operazione di “restaurazione” politica, orchestrata tra le mura di Piazza Matteotti con una spregiudicatezza procedurale che non può lasciare indifferenti.

Il “Blitz” della Delibera n. 36: L’evidenza pubblica questa sconosciuta

 

d000202543_010000_gn_202543

 

Il primo punto di rottura con una gestione moderna e trasparente è la Deliberazione di Giunta Comunale n. 36 del 06/03/2026. Con questo atto, il Sindaco Francesco Sposetti e la sua giunta hanno deciso di imboccare la scorciatoia più rapida: l’affidamento diretto all’Associazione Pro Tarquinia.

In un’epoca in cui il Codice dei Contratti Pubblici impone rigore, rotazione e confronto competitivo, l’amministrazione Sposetti ha scelto di ignorare l’evidenza pubblica.

Perché non è stato emesso un bando?

Perché non si è permesso ad altre realtà imprenditoriali o associative di presentare un progetto alternativo, magari più innovativo o economicamente vantaggioso per l’Ente?

La delibera invoca il principio di “sussidiarietà orizzontale“, una nobile clausola costituzionale che qui appare usata come un paravento giuridico per giustificare una scelta politica predeterminata.

Affidare “in blocco” la progettazione tecnica, la vendita degli stand e l’intera gestione finanziaria a un unico soggetto privato, senza alcun confronto, rappresenta un’anomalia procedurale che espone il Comune a rischi non indifferenti.

Il fattore Paolo Giorgi

Il nome che agita le acque è quello di Paolo Giorgi, figura centrale della Pro Tarquinia e personaggio decisamente divisivo nella storia locale. Non è un segreto che le precedenti gestioni Giorgi siano state segnate da contenziosi pesanti con l’amministrazione comunale, tanto che l’allora giunta Giulivi decise di revocargli l’organizzazione.

In quegli anni, fu il Comune stesso a farsi carico dell’evento, riportando la fiera alle sue radici: meno “mercatino generalista” e più focus sull’agricoltura reale, con dibattiti e incontri tecnici.

Oggi, con il ritorno della sinistra al governo cittadino, assistiamo a un brusco dietrofront. La domanda sorge spontanea: l’amministrazione Sposetti è vittima di una cronica incapacità organizzativa o sta pagando “debiti” di natura politica?

Tornare al modello della “gestione totalitaria” e per il secondo anno consecutivo di Giorgi appare come una bandiera bianca alzata davanti alla complessità della gestione pubblica.

MMMA 2026_richiesta adesione

Analizzando il modulo di adesione per gli espositori, emerge chiaramente come la Pro Tarquinia gestisca la fiera con logiche puramente commerciali, pur essendo un’associazione che dovrebbe operare in sussidiarietà.

Il Listino Prezzi della Pro Tarquinia

Tipologia Spazio Costo (IVA esclusa)
Spazio Espositivo Standard (8×6 mt) 550,00
Spazio Somministrazione Alimentare 1.000,00
Supplemento Gazebo Da definire

A queste cifre, già di per sé consistenti se moltiplicate per le centinaia di espositori previsti, si aggiunge la questione dell’energia elettrica.

Il regolamento prevede un costo di 100 euro + IVA per una fornitura base di soli 2 kW per tre giorni. Per ogni kW aggiuntivo, il prezzo sale di 25 euro.

Il paradosso elettrico: Un tipico camion enogastronomico necessita di almeno 10 kW per funzionare. Questo significa che, oltre al costo dello stand, un operatore potrebbe trovarsi a pagare centinaia di euro solo per la corrente elettrica.

Si tratta di tariffe che appaiono sproporzionate rispetto ai costi di mercato, configurando un vero e proprio “business dell’energia” su suolo pubblico.

Parcheggi e gestione del traffico: un altro affare “diretto”?

Mentre la Pro Tarquinia incassa dagli stand, resta l’enorme partita dei parcheggi e della gestione viaria al Lido. Sebbene non ci siano ancora atti definitivi, le indiscrezioni puntano verso un accordo di massima con la Ditech di Leggiero, già gestore dei parcheggi a pagamento cittadini.

Se confermato, questo schema chiuderebbe il cerchio di una gestione “blindata”:

1. Organizzazione evento: Affidata direttamente alla Pro Tarquinia.

2. Servizi logistici: Gestiti con tariffe imposte dall’associazione.

3. Sosta e viabilità: Delegati al solito partner privato.

Dov’è il beneficio per la collettività?

Dov’è il risparmio o il miglioramento dei servizi garantito dalla concorrenza?

Un dettaglio apparentemente minore, ma indicativo della confusione amministrativa, riguarda la durata dell’evento.

La Delibera di Giunta n. 36 stabilisce ufficialmente che la fiera si svolgerà dal 30 aprile al 3 maggio 2026 (quattro giorni).

Tuttavia, sul materiale informativo e sui moduli della Pro Tarquinia, i giorni di fiera indicati sono soltanto tre, dal 1° al 3 maggio.

Che fine ha fatto il 30 aprile?

Se l’occupazione di suolo pubblico è stata autorizzata per quattro giorni, perché l’organizzazione ne dichiara tre?

È una questione di costi, di autorizzazioni o di semplice disattenzione?

In ogni caso, è un segnale di approssimazione che mal si concilia con l’importanza di un evento giunto alla sua 77esima edizione.

Una sconfitta per la trasparenza

La gestione della 77esima Mostra Mercato delle Macchine Agricole rappresenta un caso di studio su come la politica locale possa trasformare un’opportunità di sviluppo in un sistema di gestione autoreferenziale.

L’assenza di un bando nega il merito e l’innovazione.

Il ritorno a figure controverse del passato ignora le criticità storiche.

Francesco Sposetti

I costi elevati per gli espositori rischiano di allontanare le eccellenze agricole a favore di un commercio ambulante di bassa qualità.

Sarà compito dei cittadini e dei cronisti vigilare nei giorni dell’evento, contando gli stand e verificando i servizi offerti. Ma il danno d’immagine, derivante da una procedura che sembra cucita su misura per un unico beneficiario, è già stato fatto. Il Sindaco Sposetti dovrà spiegare perché, in una Tarquinia che aspira alla modernità, si è preferito tornare ai vecchi e rischiosi meccanismi di una gestione “per pochi eletti”.

L’agricoltura tarquiniese meritava un bando di gara serio, un progetto trasparente e, soprattutto, un’amministrazione che non avesse paura del confronto aperto. Invece, si è scelto di regalare le chiavi del Lido alla Pro Tarquinia, con la speranza che bastino i ricordi del passato a coprire le lacune del presente.