Provinciali, cade la maschera: asse Frontini-Forza Italia in pole per il 2027

L’accordo per Palazzo Gentili certifica una vicinanza politica che dura da anni. Intanto il centrodestra prova a ricompattarsi con “La Casa dei Comuni”

Per anni è stato definito soltanto un dialogo istituzionale. Un rapporto “moderato”. Una collaborazione nata esclusivamente per il bene amministrativo del territorio. Ma oggi, con l’accordo ormai ufficializzato in vista delle elezioni provinciali del 14 giugno, quello che aleggiava da tempo nella politica viterbese viene messo nero su bianco: l’asse tra il mondo civico della sindaca Chiara Frontini e Forza Italia esiste ed è ormai alla luce del sole.

Le elezioni provinciali diventano così molto più di un semplice rinnovo del consiglio di Palazzo Gentili. Rappresentano piuttosto un banco di prova politico in vista delle comunali del 2027, quando a Viterbo potrebbe concretizzarsi una coalizione ben più ampia dell’attuale assetto civico.

Del resto, gli indizi negli ultimi anni non sono mai mancati.

In Provincia, a Palazzo Gentili, il gruppo dei “Frontiniani” e Forza Italia hanno condiviso la stessa maggioranza insieme anche al Partito Democratico, lasciando Fratelli d’Italia come principale forza di opposizione. Un equilibrio politico che già allora raccontava di un centrosinistra atipico e trasversale, capace di tenere insieme mondi teoricamente distanti.

Anche a Palazzo dei Priori, nonostante Forza Italia sieda formalmente all’opposizione dell’amministrazione Frontini, il rapporto tra le parti non è mai apparso realmente conflittuale. La frattura interna agli azzurri, emersa dopo il ritorno sulla scena politica di Giulio Marini, ha reso ancora più evidente questa dinamica: da una parte l’ex sindaco, deciso a mantenere una linea più identitaria e distante dalla maggioranza civica; dall’altra il consigliere Elpidio Micci, protagonista di un’opposizione spesso considerata morbida e mai realmente barricadera contro la sindaca.

Eppure, nonostante i numerosi segnali politici, il nucleo più fedele dell’elettorato frontiniano ha continuato a respingere l’idea di una progressiva “politicizzazione” del progetto civico Viterbo 2020. Per anni la narrazione ufficiale è rimasta quella della totale alternativa ai partiti tradizionali, alla “vecchia politica” e alle logiche di coalizione.

Una linea ribadita più volte dalla stessa Frontini anche in campagna elettorale. Ma oggi quello schema sembra definitivamente superato.

L’intesa raggiunta per le provinciali tra il presidente della Provincia Alessandro Romoli e il mondo civico della sindaca rappresenta infatti un passaggio politico preciso. Un accordo costruito dopo giorni di trattative e che arriva proprio mentre il centrodestra tenta invece di ricompattarsi attorno a un progetto comune.

Nelle stesse ore, infatti, Fratelli d’Italia, Lega, Noi Moderati, Lista Rocca e diverse componenti civiche del territorio hanno ufficializzato la nascita della lista “La Casa dei Comuni”, presentata come un percorso di ricostruzione dell’unità del centrodestra provinciale.

Tra i nomi più rappresentativi figurano il leghista Andrea Micci, il meloniano Stefano Bigiotti e Gianluca Granci.

L’obiettivo dichiarato è duplice: affrontare compatto il voto provinciale e arrivare preparati alle amministrative del 2027, quando nella Tuscia andranno al voto ben 32 comuni, compresa Viterbo.

Da una parte dunque prende forma un’alleanza sempre più esplicita tra civici, moderati e pezzi del centrosinistra; dall’altra il centrodestra prova a dimostrare di non essere quella realtà frammentata che gli avversari raccontano da mesi.

La sensazione, però, è che il vero spartiacque politico sia ormai segnato: il civismo puro rivendicato negli ultimi anni sembra lasciare spazio a una nuova fase fatta di accordi, equilibri di partito e possibili coalizioni trasversali.

E le provinciali del 14 giugno potrebbero essere soltanto il primo test generale verso la partita più importante: quella per il futuro di Palazzo dei Priori nel 2027.