L’ordinanza attesa per lunedì non è entrata in vigore e i residenti dicono “basta”. Il comitato rilancia le sue richieste (“via i cordoli e sì al percorso condiviso”) e chiama a raccolta la città al grido di: “Basta decisioni a senso unico”
VITERBO – La tensione in via della Pila fa un ulteriore scatto in avanti e, dalle raccolte firme e dai botta e risposta a distanza, passa alla mobilitazione fisica. Giovedì 28 maggio, dalle ore 9:00 alle 11:00, i marciapiedi (quelli rimasti) del quartiere si trasformeranno nel palcoscenico di un sit-in di protesta organizzato da esercenti e cittadini. Lo slogan scelto per la manifestazione è un gioco di parole che racchiude tutta l’esasperazione delle ultime settimane: “Basta decisioni a senso unico!”.
Il flop di lunedì 25 maggio e il difetto di comunicazione
A innescare la chiamata in piazza è stata l’ennesima fumata nera sul fronte viabilità, condita da quello che i cittadini considerano un grave difetto di comunicazione istituzionale. La giornata di lunedì 25 maggio era stata infatti cerchiata in rosso sul calendario: doveva essere il giorno dell’entrata in vigore dell’ordinanza che istituiva il senso unico e restituiva (almeno in parte) i vitali stalli di sosta alle attività commerciali.
Invece, residenti e negozianti si sono svegliati in un quartiere immutato: niente senso unico, niente parcheggi e nessuna comunicazione ufficiale da parte di Palazzo dei Priori. “Abbiamo dovuto apprendere da una testata giornalistica che il provvedimento entrerà in vigore solo al momento della posa della segnaletica stradale, senza alcuna data comunicata ufficialmente”, si legge nel duro comunicato diffuso dal comitato spontaneo. Un cortocircuito che ha trasformato l’attesa in delusione, definita dai diretti interessati come “ancora una volta un’occasione persa dall’amministrazione per avviare un dialogo sincero e leale”.
La contro-proposta del quartiere
Il sit-in di giovedì, durante il quale proseguirà anche la raccolta firme (già ampiamente oltre quota 600), non vuole essere solo una protesta sterile, ma l’occasione per ribadire un progetto alternativo e, a detta dei residenti, più logico e funzionale rispetto all’attuale assetto dei lavori in corso.
Il comitato spera che lo stallo tecnico di questi giorni possa servire all’amministrazione per fermarsi a riflettere. La richiesta formale che verrà gridata in strada giovedì si articola su tre punti cardine, diametralmente opposti a quanto imposto dalla Giunta Frontini:
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Rimozione totale dei cordoli e della pista ciclabile nella sua attuale configurazione “blindata”.
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Istituzione di un percorso stradale condiviso auto-bici, uniformando così il tratto iniziale a quello già previsto per la parte successiva della via.
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Realizzazione di un vero marciapiede di collegamento tra via Sabotino e via della Pila, a tutela di pedoni, disabili e scolaresche.
Gli obiettivi: salvare viabilità e commercio
Per i promotori dell’iniziativa, l’accoglimento di questa proposta porterebbe a risultati immediati e risolutivi: permetterebbe il mantenimento del doppio senso di marcia (scongiurando l’effetto “imbuto” sulle vie limitrofe), garantirebbe la sopravvivenza dei posti auto davanti alle attività commerciali (incluso lo stallo per disabili) e offrirebbe finalmente un camminamento in sicurezza per i pedoni.
La palla passa ora, ancora una volta, all’amministrazione comunale. Giovedì mattina via della Pila misurerà la sua compattezza in strada, in attesa di capire se dal Comune arriveranno finalmente date certe o, magari, un’apertura al tavolo di confronto richiesto ormai a gran voce da un’intera fetta di città.


