Civitavecchia – Manichino impiccato davanti al suo negozio: nuovo atto intimidatorio contro l’imprenditore Benedetti

Vandalizzati i locali commerciali de I Mulini. Tre persone riprese dalle telecamere. Poche settimane fa erano stati recapitati dei proiettili. Il commerciante è noto per i video satirici contro il sindaco Piendibene. Sul posto i carabinieri

CIVITAVECCHIA – Una mattinata che Mario Benedetti non dimenticherà facilmente. L’imprenditore civitavecchiese, titolare dei locali commerciali situati nel complesso edilizio noto come I Mulini, ha trovato questa mattina la sua attività vandalizzata e, davanti all’ingresso, un’immagine inquietante: un manichino appeso, impiccato, in quello che agli occhi di chiunque appare come un gesto inequivocabilmente intimidatorio.

Secondo una prima ricostruzione, tre persone — riprese di sfuggita dalle telecamere di sorveglianza della zona — avrebbero fatto irruzione nei locali causando danni, per poi sistemare il manichino in bella vista all’esterno dell’esercizio. Un messaggio. Brutale, esplicito, difficile da fraintendere.

Sul posto sono intervenuti i Carabinieri per i rilievi del caso e per avviare le indagini di rito. Le immagini delle telecamere sono al vaglio degli investigatori, nella speranza che i fotogrammi catturati — per quanto parziali — possano fornire elementi utili all’identificazione dei responsabili.

Quello di questa mattina non è il primo segnale di minaccia nei confronti di Benedetti. Qualche tempo fa, sempre in relazione alla sua attività, erano stati recapitati dei proiettili: un episodio già di per sé grave, che aveva fatto scattare l’allarme e che ora acquisisce un significato ancora più pesante alla luce di quanto accaduto oggi. Due episodi che, messi in fila, disegnano un quadro preoccupante: qualcuno vuole fare paura a Mario Benedetti, e non sembra intenzionato a fermarsi.

L’imprenditore è una figura ben nota in città, e non soltanto per la sua attività commerciale. Negli ultimi tempi si è guadagnato una visibilità crescente sui social media grazie a una serie di video — satirici, ironici, a tratti durissimi — nei quali ha puntato il dito contro l’amministrazione comunale guidata dal sindaco Marco Piendibene. Contenuti che hanno trovato un pubblico ampio, sono diventati virali e hanno alimentato un dibattito acceso in città. Benedetti non ha mai nascosto le sue posizioni: critico con l’amministrazione, diretto nei toni, spesso al limite della provocazione.

È inevitabile, in questo contesto, chiedersi se i due piani — quello dell’attività economica e quello della visibilità pubblica come voce critica — siano separati o se, invece, si intreccino. Al momento è prematuro trarre conclusioni: spetta agli inquirenti stabilire movente, responsabilità e contesto. Ma il susseguirsi degli episodi — prima i proiettili, oggi il manichino impiccato — impone che la vicenda venga seguita con la massima attenzione.

Quel che è certo è che gli atti intimidatori contro chi esercita liberamente la propria opinione pubblica — in qualsiasi forma, compresa quella satirica sui social — rappresentano un segnale di allarme che va oltre la dimensione del singolo episodio di cronaca. Intimidire chi parla è una forma di silenziamento. E una comunità civile non può permettersi di abituarsi a questo.
Le indagini dei Carabinieri sono in corso. Nelle prossime ore potrebbero emergere elementi più precisi sull’identità delle tre persone immortalate dalle telecamere. La città aspetta risposte.