Tra i passaggi più duri del comunicato vi è quello dedicato a un intervento pronunciato in Consiglio comunale da dall’assessore Aronne, che avrebbe paragonato la raccolta firme contro la pista ciclabile a quella organizzata nell’Ottocento contro la costruzione della Torre Eiffel
VITERBO – “Un rumoroso silenzio”. È questo il titolo scelto dal comitato di cittadini che si oppone all’attuale configurazione della pista ciclabile di via della Pila per denunciare quella che definisce la mancanza di risposte da parte dell’amministrazione comunale. In un nuovo comunicato, i promotori della raccolta firme tornano a chiedere un confronto pubblico con la giunta e rilanciano le proprie critiche, annunciando che la protesta proseguirà.
Il comitato ricorda che il 29 giugno sono state depositate ulteriori firme per chiedere una rivisitazione della pista ciclabile, corredate da una relazione contenente dieci domande rivolte all’amministrazione comunale. Domande che, spiegano, riguardano “l’approccio politico generale, aspetti tecnici e di viabilità, profili tecnico-economici e la sostenibilità ambientale dell’opera”.
Successivamente, il 2 luglio, si è svolto un incontro pubblico aperto ai cittadini durante il quale sono stati illustrati i contenuti della relazione. “Auspicavamo la presenza di un membro della giunta che chiarisse la logica dell’opera, le ragioni della sua utilità, i motivi per cui non la si ritenga pericolosa e il suo concreto utilizzo, anche nell’ottica ambientale che ne ha ispirato la realizzazione“, si legge nel comunicato.
Secondo il comitato, la questione di via della Pila rappresenta un problema che va oltre la singola opera. “Via della Pila, pur presentando specifiche criticità, rimanda in generale a un modo di amministrare la città e i beni pubblici senza dare voce, o quantomeno ascolto, a chi subisce determinate scelte“, affermano i promotori, che chiedono di evitare “atteggiamenti di sufficienza e risposte dilatorie, prive di reale concretezza”.
“Il 2 luglio nessuno della giunta si è presentato”
Il passaggio centrale del comunicato riguarda proprio l’incontro del 2 luglio. “Nessuno della giunta né alcun responsabile del settore amministrativo di riferimento si è presentato“, scrive il comitato, precisando che non si chiedevano “soluzioni estemporanee o promesse prive di concretezza”, ma “di testimoniare il senso etico della politica e la vicinanza ai cittadini”.
I firmatari riferiscono inoltre di aver appreso che quella stessa sera il sindaco era presente a un evento organizzato dal Tennis Club, realtà alla quale riconoscono “l’impegno a favore dei giovani viterbesi e i brillanti risultati raggiunti”. Tuttavia osservano che “i problemi non hanno censo o scala sociale” e che “sono i più deboli, gli anziani e le persone con disabilità ad avere maggiore bisogno di sentire che la politica sia loro vicina”.
Pur riconoscendo che non esiste alcun obbligo normativo di partecipare alle assemblee dei cittadini, il comitato sostiene che “esiste però l’etica del politico che, quale delegato dei cittadini, impone di farsi carico delle esigenze rappresentate e di assumersi la responsabilità di un confronto democratico“.
“Ad oggi vi è stato un silenzio rumoroso”
A distanza di settimane, il gruppo lamenta l’assenza di riscontri. “Ad oggi vi è stato un silenzio rumoroso“, scrivono. “Diamo per scontato che la giunta si sia posta molti dei quesiti sollevati e li abbia brillantemente risolti. Perché, allora, non rispondere ai cittadini che chiedono semplicemente di essere informati e di partecipare alle decisioni che incidono sulla vita quotidiana? Perché escludere i cittadini e non dialogare nelle forme ritenute più consone?“
Il richiamo all’intervento del presidente dell’ACI di Viterbo
Nel comunicato viene richiamato anche l’intervento del presidente dell’ACI di Viterbo, Sandro Zucchi, che, secondo il comitato, avrebbe evidenziato “diverse criticità di natura tecnica” riguardanti sia la pista di via della Pila sia, più in generale, gli investimenti nelle piste ciclabili.
Il presidente dell’ACI, ricordano i promotori, avrebbe auspicato “un audit tecnico indipendente sui tratti già realizzati“, alla luce dei “profili di pericolosità riscontrati”. Un contributo che il comitato definisce “autorevole” e meritevole di “profonda riflessione”.
“La cultura significa partecipazione”
Nel documento trova spazio anche un riferimento alla candidatura di Viterbo a Capitale della Cultura. “Riteniamo che cultura significhi partecipazione, dialogo e assunzione di responsabilità; altrimenti è un termine vuoto, che non può essere colmato da sporadiche manifestazioni“, sostengono i cittadini.
Secondo il comitato, i rappresentanti politici dovrebbero “coinvolgere i cittadini nelle scelte o, quantomeno, spiegarle in modo concreto e comprensibile”, evitando “proclami privi di contenuto”.
Le critiche al paragone con la Torre Eiffel
Tra i passaggi più duri del comunicato vi è quello dedicato a un intervento pronunciato in Consiglio comunale da un assessore, che avrebbe paragonato la raccolta firme contro la pista ciclabile a quella organizzata nell’Ottocento contro la costruzione della Torre Eiffel.
“Non possiamo che rimanere basiti“, scrive il comitato. Secondo i promotori, il paragone sarebbe storicamente infondato perché “le firme raccolte contro la costruzione della torre a Parigi furono 47 su oltre due milioni di abitanti” e, soprattutto, “non si trattò di una vera raccolta popolare, bensì del manifesto Protestation des artistes, sottoscritto da un gruppo di artisti dell’élite parigina”.
Il comitato critica inoltre un’altra affermazione dell’assessore, secondo cui la ciclopedonalità rappresenterebbe un elemento di civiltà. “In via della Pila di pedonalità non c’è nulla oltre a un omino disegnato a terra: mancano gli spazi minimi. Dobbiamo dunque desumerne che si tratti di un’opera incivile?“, si legge.
“Mancano numeri e dati verificabili”
Secondo il gruppo, nel dibattito pubblico continuano a mancare dati concreti. “Si parla di molte biciclette acquistate e di tante persone che ringraziano l’assessore. Ma quante sono queste biciclette? Sono state comprate per la bella stagione o per utilizzare la ciclabile monocorsia a senso unico?“
Per il comitato, “un dato certo e misurabile è la dimensione insufficiente dello spazio riservato alle persone che si muovono a piedi”. Analoga contestazione viene rivolta alle dichiarazioni sulla sicurezza di pedoni, persone con disabilità e passeggini.
“Non essendoci lo spazio fisico per farli transitare sul passaggio pedonale, ci chiediamo: la pista è in realtà una ciclopedonale e la segnaletica è tutta errata? Perché parlare di sicurezza dei pedoni quando è stata realizzata un’opera che limita o annulla gli spazi a loro riservati?“
Infine, il comitato rivolge un invito diretto agli amministratori comunali: “Invitiamo qualsiasi esponente della Giunta a venire in via della Pila e passeggiare sul marciapiede creato parallelamente alla pista ciclabile senza invadere la pista, uscire dalla rampa posta nella via e ad uscire dal parcheggio a spina di pesce. Forse si eviterebbe di rappresentare situazioni evidentemente non conosciute“.
La nota si conclude annunciando che la raccolta firme proseguirà “nei luoghi ormai noti”, con l’obiettivo di coinvolgere anche i cittadini non residenti nel quartiere. Per i promotori, “via della Pila diventa il simbolo di una richiesta di partecipazione e inclusione dei cittadini” e “la protesta non può essere fermata dall’ostinato silenzio e dal totale disinteresse”.

