Viterbo – Le tradizionali cene in piazza con i Facchini di Santa Rosa tornano a riempire piazza San Lorenzo il prossimo 25 agosto e fino al 28, trasformando il cuore medievale di Viterbo in un grande palcoscenico di solidarietà, enogastronomia e profonda devozione popolare.
L’evento, curato come ogni anno dal Sodalizio Facchini di Santa Rosa, rappresenta il vero e proprio conto alla rovescia ufficiale in vista dello storico Trasporto della Macchina di Santa Rosa del 3 settembre.
La manifestazione unisce l’intera cittadinanza ai propri eroi in camicia e pantaloni bianchi con fascia rossa, pronti al Sollevate e fermi!
Dal 25 agosto l’apertura dei banchi gastronomici a partire dalle 20.
Piatti tipici della tradizione viterbese e laziale, con i classici pici (all’aglione o al cinghiale), pasta all’amatriciana, trippa al sugo, coda alla vaccinara e fagioli con le salsicce. Sono presenti anche varianti gluten-free e vegane per garantire la massima inclusività.
Oltre alla componente culinaria, le serate a piazza San Lorenzo si animano ogni anno con appuntamenti musicali dal vivo, esibizioni di danza e sfilate di moda che intrattengono le migliaia di viterbesi e turisti fino a tarda notte.
È proprio durante queste calde serate agostane che l’attesa per il 3 settembre si fa più tangibile.
«Le cena in piazza tornano dal 25 al 28 agosto – dice Massimo Mecarini, presidente del Sodalizio Facchini – Ci sarà un ricco programma di spettacoli ma soprattutto di menù. Questa è la 18° edizione che facciamo a piazza San Lorenzo e ce n’erano state 3 a piazza del Gesù. Il successo è stato sempre strepitoso. Il menù è eccezionale e confermiamo anche piatti per celiaci e uno specifico per vegani e vegetariani».
Mecarini, poi, ricorda le due ricorrenze che si festeggiano quest’anno: «La prima ricorrenza sono gli 80 anni dalla ripresa del trasporto dopo la Seconda Guerra Mondiale, che avvenne il 3 settembre 1946 con partenza della Macchina di Papini da piazza Fontana Grande a causa dei bombardamenti che colpirono San Sisto. La seconda è quella dei 40 anni dal rischio che corse la Macchina di cadere, io ero facchino e presente. Questo fu un momento tragico ma che, grazie al coraggio dei facchini e di Nello Celestini. La Macchina era molto alta 34 metri e mezzo e pesante quasi 80 quintali. Quello che poteva essere la fine del Trasporto e, invece, è stato un nuovo inizio essendo cambiate molte cose per la sicurezza».
Il presidente, poi, chiude ricordando che «ci saranno piccole modifiche nell’innesto delle spalle aggiuntive e la prova d’evacuazione senza facchini sotto, alla luce di ciò che è successo l’anno scorso. Siamo fiduciosi che, quest’anno, sarà l’anno della maturità per il trasporto di Dies Natalis. Abbiamo già fatto diverse riunioni in prefettura sulla sicurezza per redigere piani di sicurezza a macchina in movimento e ferma. La prima ci sarà il 19 agosto».

