Lo spettacolo del conduttore di Report al parco della Legnara, in programma il 25 agosto, sarà l’unico appuntamento a pagamento del cartellone estivo. La scelta divide i cittadini e infiamma i social (pagare per ascoltare un fazioso e bugiardo seriale? forza Sigfrido resisti). L’assessore Cennerilli: «Ospitarlo è un privilegio»
CERVETERI — Il parco della Legnara si prepara ad accogliere Sigfrido Ranucci, giornalista d’inchiesta, conduttore e autore televisivo, con lo spettacolo Diario di un trapezista, in programma martedì 25 agosto. Ma l’appuntamento arriva con una novità rispetto al resto del cartellone estivo: per assistervi bisognerà pagare il biglietto d’ingresso.
Una decisione che sta facendo discutere. Sui social, in queste ore, la domanda che rimbalza è sempre la stessa: perché proprio questa serata non è gratuita come tutte le altre, considerata anche la cospicua somma stanziata a bilancio e su cui si è tanto discusso in consiglio comunale in sede di assestamento — un passaggio approvato dall’amministrazione Gubetti soltanto al quarto tentativo, grazie al rientro nei ranghi dei consiglieri dissidenti.
L’ipotesi che circola in rete
Nel dibattito online c’è chi ha provato a dare una lettura diversa della scelta, collegandola non ai conti ma alla contingenza. Secondo un utente intervenuto nella discussione, la gratuità avrebbe rischiato di attirare al parco anche quanti in questi giorni stanno attaccando duramente il conduttore di Report, in una fase segnata dagli sviluppi dell’inchiesta sull’attentato che Ranucci ha subìto.
Una lettura che resta, per l’appunto, un commento di un cittadino: dall’amministrazione non è arrivata alcuna indicazione in questo senso, e la formula del biglietto per alcuni spettacoli del programma non è del resto una novità assoluta nella storia dell’Estate Caerite.
Il caso Lavitola sullo sfondo
Sullo sfondo della serata c’è comunque una vicenda giudiziaria che tiene banco a livello nazionale. Il 16 ottobre 2025 un ordigno era esploso davanti all’abitazione del giornalista, a Pomezia, distruggendo due automobili: la sua e quella della figlia. Lo scorso 10 agosto la procura di Roma, coordinata dal procuratore Francesco Lo Voi, ha fatto arrestare Valter Lavitola, accusato di essere il mandante dell’attentato, insieme a Gomes Clesio Tavares, ritenuto l’anello di collegamento con gli esecutori materiali e attualmente latitante.
Nel corso dell’interrogatorio di garanzia a Rebibbia, Lavitola ha ammesso di essere il mandante, ma ha fornito una ricostruzione del movente che la procura considera priva di riscontri e che il gip ha definito generica: secondo la sua versione, riferita dal difensore, l’obiettivo sarebbe stato far innalzare il livello di scorta del giornalista, che riteneva in pericolo. Il gip ha respinto la richiesta di arresti domiciliari.
Va precisato, perché nel dibattito di questi giorni la circostanza viene spesso confusa: Ranucci non risulta iscritto nel registro degli indagati e ha sempre respinto ogni ricostruzione che lo chiami in causa. Al termine dell’analisi dei dispositivi sequestrati a Lavitola, gli inquirenti potrebbero convocarlo per ascoltarlo come persona informata sui fatti.
L’assessore: «Un privilegio ospitarlo»
A presentare l’iniziativa è stata l’assessore alla Cultura Francesca Cennerilli, che ha speso parole nette sul personaggio. Ranucci, ha detto, non è soltanto un giornalista con la lettera maiuscola, ma un uomo che ha scelto di mettere a repentaglio la propria vita e quella dei suoi cari in nome della verità, della legalità e della giustizia. Le sue inchieste per Report, ha aggiunto, rappresentano un servizio pubblico a tutto tondo, capace di far conoscere agli spettatori anche gli aspetti più oscuri della società.
Ospitare un suo spettacolo nell’offerta culturale cittadina, per l’assessore, è «un vero e proprio privilegio»: non un semplice monologo né un racconto, ma uno spaccato della società contemporanea e del lavoro che il giornalismo svolge per far emergere i fatti.

