Palazzo Munari, sede del Comune di Frosinone e del Consiglio comunale.jpg
Solo cinque consiglieri della maggioranza presenti sui banchi. L’opposizione attacca
Nelle file della maggioranza si sono contati appena 5 consiglieri presenti su 18. Lo scenario non è stato migliore per l’esecutivo di governo: sui banchi della giunta sedevano soltanto 4 assessori su un totale di 8. Di contro, l’opposizione di centrosinistra e il gruppo dei cosiddetti consiglieri “dissidenti” si sono presentati quasi al completo. In un clima di forte nervosismo e scambi accesi, la seduta si è consumata rapidamente tra l’imbarazzo generale dei pochi presenti.
Le reazioni politiche sono state immediate e durissime. Il consigliere dell’area “dissidente” Anselmo Pizzutelli ha affondato il colpo senza mezzi termini: “La seduta ordinaria non viene convocata e il question time viene clamorosamente disertato perché manca un accordo politico in maggioranza. Nella sostanza si stanno ulteriormente svilendo e sacrificando i profili istituzionali dell’aula per meri calcoli di potere”. Anche dai banchi del Partito Democratico l’attacco è stato unanime, stigmatizzando la fuga della coalizione dai problemi reali della città.
Il vuoto d’aula di ieri rappresenta l’ennesimo segnale di una maggioranza “inchiodata” da veti incrociati. Il nodo centrale resta l’accordo per la presidenza del consiglio comunale, a cui si sommano le tensioni irrisolte sui pesi nell’esecutivo tra le forze tradizionali (Fratelli d’Italia e Lega) e il gruppo di Futuro Nazionale. Scegliendo di non presentarsi al question time, il centrodestra ha evitato il confronto diretto sulle interrogazioni delle minoranze, offrendo però alla città l’immagine di un’amministrazione paralizzata.

