Il consigliere comunale di Frosinone, Andrea Turriziani
Il consigliere ricostruisce il successo legale: “L’acquisizione sanante ha protetto il servizio scolastico, bloccando l’esecuzione immobiliare”
«Sulla vicenda della scuola Pietrobono è opportuno ristabilire la verità dei fatti e ricordare le diverse posizioni assunte pubblicamente. C’è stato chi invitava l’Amministrazione comunale a rinunciare alla contrapposizione giudiziaria e a raggiungere un accordo economico con la curatela. Il Comune, invece, ha scelto di difendere fino in fondo la legittimità dei propri atti, la continuità del servizio scolastico e le risorse dei cittadini. Il pronunciamento del Collegio del Tribunale ha smentito nei fatti qualche profeta di sventura che aveva già pronosticato una sconfitta dell’Ente».
Nella stessa occasione si chiedeva all’Amministrazione Mastrangeli di “mettere da parte qualsiasi volontà di andare ad una contrapposizione con la controparte”, sollecitando l’apertura immediata di un tavolo di trattativa. Si arrivò persino ad affermare che sarebbe stato “molto meglio anche un brutto accordo anziché una sconfitta legale”.
Una posizione sostanzialmente ribadita anche nel successivo mese di aprile 2026, when venne nuovamente contestata la scelta del Comune di proseguire il percorso giudiziario anziché raggiungere un accordo con la curatela. Oggi possiamo valutare quelle parole alla luce dei fatti. L’Amministrazione Mastrangeli non si è piegata alla logica del “brutto accordo”, non ha accettato di impegnare somme molto più elevate a carico della collettività e non ha rinunciato a far valere le proprie ragioni nelle sedi competenti.
Il Comune ha difeso il decreto di acquisizione sanante adottato ai sensi dell’articolo 42-bis, già ritenuto legittimo dal giudice amministrativo, e ha presentato reclamo contro la prosecuzione dell’esecuzione immobiliare. Il 31 agosto 2026 il Collegio del Tribunale di Frosinone ha accolto il reclamo del Comune, disponendo la sospensione della procedura esecutiva riguardante l’immobile. In questa fase cautelare è stata così riconosciuta la fondatezza della tesi sostenuta dall’Amministrazione Mastrangeli: l’acquisizione sanante produce effetti analoghi a quelli dell’espropriazione, facendo venir meno i diritti gravanti sul bene e trasferendoli sull’eventuale indennità.
Il risultato è concreto: l’esecuzione è stata sospesa, la scuola è stata tutelata e la continuità dell’attività didattica è stata salvaguardata. Se l’Amministrazione Mastrangeli avesse ascoltato qualche “profeta di sventura” e seguito la strada del “brutto accordo”, il Comune avrebbe potuto assumere un impegno economico molto più gravoso per i cittadini, senza avere prima verificato fino in fondo la solidità delle proprie ragioni. Ha scelto, invece, la strada della fermezza, della responsabilità e della tutela dell’interesse pubblico, ottenendo un pronunciamento favorevole.
Tutto ciò – precisa Andrea Turriziani – nel massimo rispetto dell’autonomia, delle prerogative e dell’operato della magistratura, nella quale riponiamo piena fiducia. Non intendiamo in alcun modo entrare nel merito delle competenze dell’autorità giudiziaria né anticipare valutazioni sulle successive fasi del procedimento. Ci limitiamo a prendere atto del pronunciamento intervenuto e dei suoi effetti concreti, continuando a sostenere con responsabilità le ragioni del Comune e l’interesse della collettività.
Nessuno sostiene che la vicenda giudiziaria sia definitivamente conclusa: il giudizio di merito seguirà il proprio corso. Ma è altrettanto incontestabile che, nel passaggio decisivo del reclamo, la linea dell’Amministrazione Mastrangeli ha ottenuto ragione, mentre quella di chi prefigurava una sconfitta e invocava un accordo economico è stata smentita dai fatti.
La differenza politica è evidente – conclude Andrea Turriziani – : qualcuno riteneva preferibile persino “un brutto accordo”; noi abbiamo ritenuto doveroso difendere la scuola, il patrimonio pubblico e il denaro dei cittadini. Il pronunciamento del Tribunale conferma che abbiamo fatto bene a non arrenderci».

