Controllo del Nucleo Operativo Metropolitano in una stazione di servizio del VII Municipio. Sanzioni per 16mila euro al titolare, posizione segnalata a Ispettorato del Lavoro, Inps e Inail
Roma – Le buste paga uscivano in contanti, il Libro Unico del Lavoro era tenuto male e nei locali non c’era traccia del documento che ogni azienda è obbligata ad avere per legge: quello che valuta i rischi a cui sono esposti i dipendenti.
È il quadro che i finanzieri del Comando Provinciale di Roma hanno ricostruito in una stazione di servizio del VII Municipio, il quadrante che comprende Appio-Latino, Tuscolano e Cinecittà.
Il controllo, eseguito dai militari del 1° Nucleo Operativo Metropolitano, rientra nei servizi ordinari di contrasto al lavoro sommerso. L’esame della documentazione aziendale ha permesso di ricostruire un impiego irregolare della forza lavoro e una tenuta scorretta del Libro Unico del Lavoro, il registro in cui devono risultare tutti i rapporti di lavoro e le somme effettivamente corrisposte.
Ma è sul metodo di pagamento che l’accertamento si è concentrato. Secondo quanto ricostruito, il datore di lavoro ricorreva sistematicamente al contante per corrispondere le retribuzioni. Una pratica vietata: dal luglio 2018 gli stipendi devono essere pagati con strumenti tracciabili — bonifico, assegno, pagamento elettronico — e la firma del dipendente sulla busta paga non basta più a dimostrare che il denaro sia stato davvero consegnato. È proprio questo il punto della norma, nata per impedire che un lavoratore firmi per una cifra e ne riceva un’altra.
A pesare di più, però, è quello che i finanzieri non hanno trovato. Nei locali mancava del tutto il Documento di Valutazione dei Rischi, l’atto con cui il datore di lavoro censisce i pericoli presenti in azienda e definisce le misure di prevenzione. In un impianto di distribuzione carburanti, dove si maneggiano quotidianamente sostanze infiammabili, l’assenza di quel documento non è una formalità mancata. Da qui la proposta di sospensione dell’attività avanzata agli organi competenti.
Al titolare della società sono state contestate sanzioni amministrative per complessivi 16mila euro. La posizione aziendale è stata inoltre segnalata all’Ispettorato Nazionale del Lavoro, all’Inps e all’Inail per gli adempimenti di competenza in materia previdenziale e assicurativa.
Si tratta di accertamenti in sede amministrativa, sui quali il titolare potrà presentare le proprie osservazioni nelle sedi previste.

