Gli agenti scoprono che l’uomo fermato è un pluripregiudicato evaso dal Molise: si trova ora nel carcere del Capoluogo per lesioni e resistenza
FROSINONE – Ha riportato una profonda ferita lacero-contusa al capo, con una forte emorragia, il Dirigente della Polizia di Stato intervenuto nel pomeriggio di sabato 5 settembre a Frosinone per bloccare un uomo in fuga. Il Funzionario, che in quel momento era libero dal servizio e si trovava casualmente sul posto, non ha esitato a correre in ausilio dei colleghi della Squadra Volante durante le concitate fasi di un arresto in Viale Volsci.
Tutto è iniziato durante un normale pattugliamento della Questura. Gli agenti hanno notato un passante che, alla vista della pantera, ha cambiato repentinamente direzione per eludere il controllo. Fermato dopo pochi metri, l’uomo ha dichiarato di non avere documenti e ha fornito generalità che lo descrivevano come un cinquantaseienne incensurato. L’atteggiamento sospetto e alcune incongruenze nel suo racconto hanno però spinto i poliziotti a decidere di accompagnarlo negli uffici di Piazza Veneto per una corretta identificazione.
A quel punto il soggetto è scattato in una precipitosa fuga a piedi. Inseguito per circa 200 metri, una volta raggiunto ha opposto una violenta resistenza. È in questo momento che è intervenuto il Dirigente fuori servizio: nel dimenarsi violentemente per sottrarsi alla presa, il fuggitivo lo ha colpito con forza alla testa, provocandogli la ferita.
Una volta in Questura, i rilievi fotodattiloscopici hanno svelato la verità. L’uomo, un cinquantaduenne pluripregiudicato, era in realtà un evaso. Lo scorso 22 agosto era fuggito da una comunità di recupero a Campobasso, dove stava scontando una pena in regime di affidamento in prova ai servizi sociali. Per lui si sono aperte le porte della Casa Circondariale di Frosinone con le accuse di resistenza a Pubblico Ufficiale, lesioni personali e false attestazioni sull’identità.