Il sindaco di Frosinone Riccardo Mastrangeli
La Giunta del Capoluogo approva il protocollo con altri 14 Comuni e gli enti competenti: una regia unica e permanente per tutelare l’ambiente e la salute dei cittadini
FROSINONE – Il Fiume Sacco al centro di una nuova iniziativa istituzionale che punta a superare la frammentazione degli interventi e a costruire una strategia comune per la tutela dell’ambiente e della salute. La Giunta comunale di Frosinone ha, infatti, approvato lo schema di protocollo per l’istituzione del Tavolo dei Sindaci del Fiume Sacco, con l’obiettivo di creare una sede permanente di confronto, coordinamento e collaborazione tra i Comuni interessati dalle criticità ambientali del bacino.
Si tratta di un passaggio istituzionale significativo per affrontare in maniera coordinata una questione ambientale storica che, per la sua natura, supera i confini dei singoli territori comunali e richiede una strategia condivisa, continuativa e concreta. In questo percorso Frosinone, in qualità di Comune capoluogo, assume un ruolo di impulso e promozione, coinvolgendo gli altri 14 Comuni interessati: Anagni, Arce, Castro dei Volsci, Ceccano, Ceprano, Falvaterra, Ferentino, Morolo, Paliano, Pastena, Patrica, Pofi, Sgurgola e Supino.
Un ruolo centrale sarà svolto dalla Prefettura – Ufficio Territoriale del Governo di Frosinone, individuata dal protocollo quale sede del coordinamento istituzionale del Tavolo. Il Palazzo del Governo costituirà così il punto di raccordo stabile tra i Sindaci, le amministrazioni dello Stato e tutti gli organismi tecnici e territoriali competenti. La Prefettura garantirà quella dimensione istituzionale unitaria indispensabile per favorire il dialogo tra enti diversi, assicurare continuità al confronto e agevolare, soprattutto in presenza di emergenze ambientali, l’attivazione tempestiva e coordinata dei soggetti chiamati a intervenire.
Il protocollo, che nei prossimi giorni verrà siglato in Prefettura, prevede il coinvolgimento, ciascuno nell’ambito delle proprie competenze, di Regione Lazio, ARPA Lazio, Autorità di Bacino Distrettuale dell’Appennino Centrale, Provincia di Frosinone, ASL, Consorzi di bonifica, Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, università, enti di ricerca, associazioni ambientaliste e associazioni di categoria.
L’obiettivo è mettere in rete conoscenze, dati, competenze e strumenti di monitoraggio, superando la frammentazione degli interventi e costruendo una vera regia comune per la tutela del fiume, dell’ambiente e della salute dei cittadini. Il Tavolo avrà il compito di condividere informazioni e dati ambientali, monitorare con continuità la situazione del corso d’acqua, individuare e segnalare le fonti di pressione e di possibile inquinamento, favorire controlli coordinati, sostenere gli interventi di risanamento e riqualificazione e garantire ai cittadini un’informazione chiara e trasparente.
Particolare attenzione sarà dedicata alla prevenzione degli episodi di inquinamento e delle morie della fauna ittica, alla tutela della biodiversità e alla salvaguardia dell’ecosistema fluviale.
«Per un problema che supera i confini comunali serviva una regia comune – dichiara il sindaco di Frosinone, Riccardo Mastrangeli –. Frosinone ha lavorato affinché i primi cittadini della Valle del Sacco, la Prefettura e tutti gli enti competenti potessero sedere allo stesso tavolo e agire insieme.
La Prefettura rappresenta la sede istituzionale più autorevole e adeguata per assicurare il raccordo tra i diversi livelli dello Stato e del territorio, dare continuità al lavoro del Tavolo e favorire risposte coordinate, soprattutto nelle situazioni di emergenza. Ringraziamo il Prefetto per la sensibilità e la disponibilità istituzionale manifestate verso un tema così importante per l’intera provincia.
La tutela del Sacco, dell’ambiente e della salute dei cittadini richiede collaborazione, responsabilità e continuità. Non basta intervenire quando si verifica un’emergenza: occorre costruire un metodo stabile di monitoraggio, confronto e intervento».
Il protocollo prevede che il Tavolo si riunisca in via ordinaria presso il Palazzo del Governo, secondo tempi e modalità concordati con il Prefetto della Provincia di Frosinone, e possa essere convocato in via straordinaria in presenza di emergenze ambientali, episodi di inquinamento o morie della fauna ittica.
La scelta della Prefettura come sede del Tavolo conferisce all’iniziativa una dimensione provinciale e interistituzionale, assicurando un presidio permanente capace di favorire la circolazione delle informazioni, il raccordo operativo tra gli enti e la tempestività delle decisioni. L’adesione resterà aperta agli ulteriori Comuni del bacino del Sacco e agli altri soggetti istituzionali interessati, nella convinzione che la dimensione territoriale della problematica renda necessario un coinvolgimento il più ampio possibile.
Entro 90 giorni dalla sottoscrizione del protocollo, il Tavolo sarà chiamato ad approvare un Programma attuativo con cronoprogramma, obiettivi operativi, indicatori di risultato, modalità di monitoraggio e rendicontazione e iniziative di informazione e trasparenza.
È inoltre prevista la redazione annuale del Rapporto sullo stato del Fiume Sacco, che sarà reso pubblico per garantire la massima trasparenza sull’evoluzione della situazione ambientale, sui risultati raggiunti e sulle attività svolte.
«L’istituzione del Tavolo non rappresenta la soluzione immediata a una problematica complessa e stratificata nel tempo, ma costituisce la costruzione di uno strumento stabile e operativo per affrontarla con maggiore efficacia, continuità e responsabilità istituzionale.
La tutela del Fiume Sacco e delle comunità che vivono lungo il suo corso richiede una prospettiva che vada oltre i singoli Comuni. Con il Tavolo dei Sindaci, promosso da Frosinone e coordinato istituzionalmente dalla Prefettura, si avvia un percorso fondato sulla collaborazione tra istituzioni, competenze scientifiche e realtà del territorio, mettendo al centro la tutela dell’ambiente, la salute dei cittadini e la responsabilità condivisa delle amministrazioni», conclude Mastrangeli.

