Con un recente video apparso sui social, i ragazzi di Azione Studentesca hanno manifestato il loro dissenso dopo l’accaduto
VITERBO – Il ritorno sui banchi di scuola nel centro storico di Viterbo porta subito con sé la prima, amara, ondata di polemiche. Nel mirino delle critiche finisce la gestione della sosta nei pressi del Liceo Mariano Buratti, dove in questi primissimi giorni di lezione si è abbattuta una vera e propria pioggia di contravvenzioni contro i mezzi a due ruote dei ragazzi.
A denunciare pubblicamente la situazione è il direttivo di Azione Studentesca, che si fa portavoce della rabbia dei liceali. Secondo la ricostruzione del movimento, i ragazzi, arrivati a scuola a bordo dei propri ciclomotori, si sono trovati di fronte all’ennesima spiacevole sorpresa: i “pochi posti messi a disposizione per i motorini” nelle immediate vicinanze dell’istituto scolastico risultavano già interamente occupati da automobili.
Senza valide alternative per non arrivare in ritardo alle lezioni, gli studenti sono stati di fatto costretti a parcheggiare i propri scooter al di fuori degli stalli tracciati. Una soluzione di emergenza che, denunciano i giovani, è stata adottata con il massimo buon senso, “anche se non c’era alcun intralcio al traffico”. Ciononostante, i vigili hanno proceduto inesorabilmente a sanzionare i veicoli, scatenando la dura reazione della rappresentanza studentesca.
“Possibile che si continui a fare cassa sulle spalle dei giovani studenti”, è il duro interrogativo sollevato dai referenti di Azione Studentesca, che non ci stanno a far passare i ragazzi per i capri espiatori di un problema strutturale della viabilità e dei controlli cittadini.
L’episodio riapre così una questione annosa per la viabilità dentro le mura. Il movimento torna a chiedere a gran voce un intervento deciso per aumentare i posteggi riservati a quegli studenti che, provenendo da fuori il centro storico, hanno l’effettiva necessità di raggiungere il Buratti e gli altri istituti con i propri mezzi. Al momento, infatti, gli stalli dedicati risultano palesemente insufficienti e, come dimostrano i fatti degli ultimi giorni, costantemente e abusivamente occupati da chi non avrebbe alcun diritto di usufruirne.

