Il raggio d’azione si è concentrato sulle aree a più alta densità turistica, commerciale e balneare, portando alla luce irregolarità pesanti
CIVITAVECCHIA – Una stretta serrata contro il lavoro sommerso, le frodi fiscali e l’abusivismo commerciale. Nelle ultime ore, i finanzieri del Comando Provinciale di Roma hanno messo in atto un piano straordinario di controlli economici e del territorio che ha passato al setaccio l’intero litorale a nord della Capitale. L’imponente operazione, pianificata per tutelare i consumatori e innalzare la sicurezza urbana, è stata coordinata in prima linea dal Gruppo della Guardia di Finanza di Civitavecchia e ha coinvolto le Compagnie di Ladispoli e Fiumicino, schierando sul campo oltre 40 militari supportati dalle preziose unità cinofile.
Il raggio d’azione si è concentrato sulle aree a più alta densità turistica, commerciale e balneare, portando alla luce irregolarità pesanti, specialmente nei territori di Ladispoli e Cerveteri. È proprio in questa zona, infatti, che le Fiamme Gialle hanno inferto un duro colpo all’economia sommersa. Durante l’ispezione di varie strutture turistiche, ristoranti ed esercizi di vicinato, i militari hanno scovato ben 26 lavoratori irregolari. Di questi, 14 erano impiegati totalmente in nero, senza alcun tipo di contratto, copertura previdenziale o assicurativa. Un focus specifico sui minimarket alimentari dell’area ha restituito un quadro allarmante: su 4 attività controllate, tutte e 4 sono risultate irregolari sia per la presenza di lavoratori in nero sia per la mancata emissione di scontrini.
La piaga dell’evasione fiscale si è confermata estesa a livello capillare. Su 12 ispezioni mirate alla corretta certificazione dei corrispettivi condotte durante l’operazione, ben 10 si sono concluse con pesanti contestazioni per la mancata memorizzazione elettronica e l’emissione degli scontrini. A Fiumicino, i militari hanno approfondito la posizione di tre proprietari di un immobile destinato ad affitti turistici, scoprendo un’evasione di oltre 25mila euro derivante dalla mancata registrazione dei contratti.
Sul fronte della tutela della salute pubblica, l’intervento più clamoroso si è registrato all’interno di un minimarket etnico di Ladispoli. Qui i finanzieri hanno sottoposto a sequestro amministrativo l’impressionante cifra di oltre 24 mila articoli non sicuri: un enorme carico che comprendeva 7 mila giocattoli, articoli di ferramenta, materiale elettronico e persino confezioni di dolciumi scaduti da circa sei mesi. Nel medesimo esercizio sono stati sequestrati anche dispositivi medici, tra cui termometri e ossimetri, messi in vendita con una marcatura “CE” contraffatta. Al titolare dell’attività, oltre al sequestro della merce e a una sanzione di 7.000 euro, costerà la segnalazione per l’immediato ritiro della licenza commerciale.
L’attività di presidio del territorio si è estesa anche al controllo stradale e della sicurezza pubblica, con 52 persone identificate e 35 automezzi ispezionati. Durante i pattugliamenti sono stati sequestrati stupefacenti (cocaina e hashish) a due cittadini italiani, con il conseguente ritiro della patente per uno dei soggetti. A completare il bilancio del maxi-blitz, sempre a Fiumicino e Fregene, sono scattate le sanzioni per la vendita abusiva in spiaggia (con il sequestro di 440 articoli da mare) e il fermo amministrativo per un autista intento a svolgere irregolarmente il servizio di NCC nei pressi dello scalo aeroportuale.

