Il carburante veniva intenzionalmente “tagliato” con sostanze più economiche e volatili, come solventi o idrocarburi di scarto, con il duplice scopo di aumentarne il volume di vendita ed eludere pesantemente il pagamento delle accise
CIVITAVECCHIA – Un vasto piano di controlli contro le frodi nel settore della distribuzione dei carburanti ha coinvolto in prima linea il territorio di Civitavecchia, finita al centro di un’operazione su larga scala condotta dal Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Roma in stretta sinergia con i funzionari e il laboratorio chimico dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (Adm). I controlli, ben 68 in totale sparsi tra la Capitale e la provincia, hanno portato alla luce un duplice sistema di irregolarità, diviso tra l’alterazione chimica dei prodotti e la scarsa trasparenza delle tariffe imposte agli automobilisti.
La città portuale è stata una delle tappe operative principali del laboratorio chimico mobile dell’Adm. Grazie a questa sofisticata unità scientifica itinerante, gli ispettori hanno potuto analizzare i campioni di carburante in tempo reale direttamente nelle stazioni di servizio tra Civitavecchia, Frascati e Roma. I test hanno fatto scattare l’allarme rosso: il gasolio prelevato presentava un punto di infiammabilità nettamente inferiore alla soglia minima legale dei 55 gradi centigradi.
Si tratta di un’anomalia che tradisce un preciso intento illecito: il carburante veniva intenzionalmente “tagliato” con sostanze più economiche e volatili, come solventi o idrocarburi di scarto, con il duplice scopo di aumentarne il volume di vendita ed eludere pesantemente il pagamento delle accise. Una pratica illegale che ha conseguenze gravissime non solo per i motori delle ignare vittime — soggetti a usura precoce e cali di rendimento — e per l’ambiente a causa dell’aumento delle emissioni, ma soprattutto per la sicurezza pubblica. Il “taglio” trasforma infatti il gasolio in una miscela altamente infiammabile, moltiplicando il rischio di esplosioni o incendi durante il trasporto, lo stoccaggio nelle cisterne sotterranee e le normali operazioni di rifornimento alla pompa.
Al termine di questa prima fase di verifiche, i finanzieri hanno posto sotto sequestro oltre 26.100 litri di carburante fuori norma, apponendo i sigilli a quattro cisterne e quattro pistole erogatrici. Cinque responsabili sono stati deferiti all’Autorità Giudiziaria per frode in commercio e sottrazione al pagamento delle accise.
Parallelamente, il Gruppo della Guardia di Finanza di Civitavecchia è stato fortemente impegnato, insieme ai colleghi romani e di Guidonia Montecelio, sul fronte della tutela dei consumatori, eseguendo 34 ispezioni mirate a verificare il rispetto della disciplina sui prezzi. Le Fiamme Gialle hanno riscontrato nove violazioni totali: cinque sanzioni sono scattate per la mancata chiarezza nell’esposizione delle tariffe sui cartelloni, una per la tenuta irregolare dei registri e tre per la mancata comunicazione preventiva dei prezzi praticati sulla piattaforma del Ministero delle Imprese e del Made in Italy. Una dimenticanza tutt’altro che banale, poiché l’aggiornamento telematico è l’unico strumento di legge capace di garantire una reale concorrenza e mettere i cittadini al riparo dalle manovre speculative.

