La polizia sul posto dell'omicidio
Il delitto nato dopo uno schiaffo per questioni di droga. Incastrati dalle telecamere di sorveglianza il minorenne e Ferdinando Di Silvio detto “Pescio”
Secondo la Procura di Latina e quella per i minorenni di Roma, l’agguato è nato per una lite di droga. La vittima comprava stupefacenti dal clan e faceva piccoli lavori sporchi per loro. Poiché pretendeva dei soldi, la sera prima del delitto aveva discusso con il sedicenne in via Pionieri della Bonifica, colpendolo con uno schiaffo. Il minorenne aveva risposto sparando dei colpi a vuoto, per poi organizzare la vendetta il giorno dopo.
Grazie ai filmati delle telecamere, la Polizia ha ricostruito i movimenti dei killer su una Kia Picanto noleggiata da una parente trentenne. Dopo aver cercato il 27enne nell’ex Villaggio Trieste, lo hanno attirato in trappola vicino al distributore di viale XXIV Maggio. Dalla vettura è sceso il sedicenne, che ha sparato tre colpi con una calibro 9, ferendo mortalmente la vittima all’addome. Ferdinando Di Silvio, figlio di Costantino “Patatone” (già in cella per l’omicidio Buonamano), ha avuto un ruolo attivo nella regia. Volevano rilanciare il clan a Campo Boario, ma hanno commesso troppi passi falsi.

