Nel mirino dei finanzieri è finito anche un terzo albergo abusivo, sul quale si sono conclusi i minuziosi approfondimenti fiscali
ROMA – Due strutture ricettive chiuse, oltre 80mila euro di ricavi nascosti al fisco in soli tre mesi e un finto complesso alberghiero da 51 posti letto smascherato a pochi passi da piazza dell’Indipendenza. È il bilancio di una vasta operazione di controllo condotta nel cuore del rione Esquilino dai finanzieri del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Roma, mirata a contrastare l’abusivismo nel cruciale comparto turistico della Capitale.
Gli accertamenti, portati a termine dai militari del 3° Nucleo Operativo Metropolitano, si sono concentrati su diverse attività formalmente registrate come semplici strutture extralberghiere, ma che nella realtà operavano con dimensioni e logiche gestionali proprie dei veri e propri hotel. Per due di queste strutture, già finite in precedenza sotto la lente d’ingrandimento delle Fiamme Gialle, il dipartimento competente di Roma Capitale ha disposto la chiusura immediata, avviando l’iter per la revoca formale dei titoli autorizzativi originari.
Nel mirino dei finanzieri è finito anche un terzo albergo abusivo, sul quale si sono conclusi i minuziosi approfondimenti fiscali. I numeri emersi dalle verifiche restituiscono la portata economica dell’evasione: in appena tre mesi di attività, la gestione ha completamente omesso di registrare i corrispettivi relativi al soggiorno di circa mille clienti, incassando in nero quasi 82mila euro. Un giro d’affari occulto che, oltre a frodare l’erario, altera pesantemente la concorrenza con gli operatori regolari del settore, mascherando dietro finte piccole realtà flussi di denaro e clientela particolarmente ingenti.
I controlli hanno inoltre permesso di portare alla luce un’ulteriore macro-struttura completamente abusiva. Nei pressi di piazza dell’Indipendenza, i militari hanno ispezionato un immobile distribuito su due piani che ospitava formalmente tre distinti affittacamere. Incrociando i dati sul posto, è emersa però una gestione unitaria e centralizzata: un’unica reception, sistemi gestionali condivisi, un solo canale per l’accesso alle piattaforme online di prenotazione e l’assegnazione smistata di 18 camere. Un hotel a tutti gli effetti, ma del tutto sprovvisto delle necessarie autorizzazioni alberghiere.
Il setaccio del quartiere ha fatto emergere ulteriori violazioni sparse in altri affittacamere dell’Esquilino. I finanzieri hanno contestato la presenza di sette posti letto in più rispetto alla capienza massima consentita e la totale assenza del registratore telematico obbligatorio per la trasmissione dei corrispettivi. L’ispezione si è allargata anche al rispetto delle normative giuslavoristiche, portando all’individuazione di due addetti alle pulizie impiegati irregolarmente, le cui posizioni sono ora al vaglio delle autorità. Al termine della complessa operazione, il totale delle sanzioni amministrative elevate ammonta a 34mila euro.

