Tra gli interventi di maggior rilievo dell’intera operazione spicca il blitz condotto a Formia
LAZIO – Una tonnellata di prodotto ittico di dubbia provenienza sottratta al mercato e sanzioni amministrative per oltre 40mila euro. È il bilancio della complessa operazione regionale denominata “Fair Fish Catch”, condotta dal 21 al 30 settembre dalla Direzione Marittima del Lazio attraverso il 3° Centro Controllo Area Pesca. L’attività di vigilanza ha impegnato tutti i comandi dislocati lungo il litorale laziale, con l’obiettivo di contrastare la pesca illegale e tutelare tanto l’ecosistema marino quanto la salute dei consumatori finali.
L’azione degli ispettori ha passato al setaccio l’intera filiera commerciale, dalle banchine di sbarco fino alle tavole della ristorazione. I controlli incrociati all’interno di mercati ittici, centri di distribuzione e punti vendita hanno fatto emergere come irregolarità più frequenti la totale assenza della documentazione di tracciabilità e una scorretta etichettatura dei prodotti, requisiti fondamentali e obbligatori per certificare l’origine sicura degli alimenti.
Tra gli interventi di maggior rilievo dell’intera operazione spicca il blitz condotto a Formia, dove i militari, affiancati dal personale veterinario della Asl, hanno posto sotto sequestro ben 580 chilogrammi di pesce all’interno di un ristorante etnico, in quanto totalmente sprovvisti dei documenti attestanti la reale provenienza. Ad Anzio, invece, i sigilli sono scattati per 190 chili di pescato non tracciato che includeva, in parte, anche esemplari di taglia inferiore a quella minima consentita dalla legge. Un’ulteriore violazione è stata accertata sul litorale nord a Santa Marinella, costata al titolare di un ristorante il sequestro di 20 chilogrammi di prodotto e una sanzione amministrativa diretta da 2.000 euro.
L’attività investigativa, supportata dalle piattaforme tecnologiche in uso al Corpo per mappare e individuare i target a maggior rischio illecito, non ha tralasciato la pesca sportiva e ricreativa, concentrando le verifiche sul rispetto dei limiti quantitativi di cattura, sull’impiego di attrezzature conformi e sul divieto di incursione in aree marittime interdette. Segnali ampiamente positivi sono arrivati invece dal settore della ristorazione collettiva: le ispezioni all’interno di un centro di confezionamento pasti destinato a mense e strutture ospedaliere hanno certificato la totale conformità alle normative vigenti.
A tirare le somme della vasta campagna di controlli è intervenuto il Direttore Marittimo del Lazio, Capitano di Vascello Cosimo Nicastro: “L’esito complessivo dell’operazione restituisce un quadro rassicurante: non sono emerse situazioni allarmanti o fenomeni diffusi di illegalità, un risultato che testimonia l’efficacia dell’azione quotidiana svolta dalla Guardia Costiera sul territorio”.

