Residenti, commercianti e lavoratori del centro storico si uniscono per chiedere decoro, vivibilità e sicurezza. Il nuovo comitato vuole essere l’interlocutore diretto delle istituzioni
VITERBO – Si chiama «San Faustino siamo noi» e, come sottolineano gli stessi promotori, il nome dice già molto della sua natura. È il nuovo comitato spontaneo nato nel cuore del centro storico di Viterbo, frutto di mesi di gestazione e, soprattutto, del disagio crescente vissuto da chi abita e lavora nella zona.
Non un’iniziativa calata dall’alto, dunque, ma un’aggregazione dal basso che punta a dare voce a un quartiere che chiede di essere ascoltato.
Un perimetro preciso nel centro storico
Il comitato opera in un’area ben definita: il quartiere di San Faustino, la zona della Trinità, piazza della Rocca, via Cairoli e via Marconi, insieme a tutte le vie, i vicoli e gli spazi limitrofi.
È una porzione di città che unisce pregio storico e vita quotidiana, crocevia tra residenze, attività commerciali e flussi di passaggio. Proprio per questo, secondo i promotori, richiede un’attenzione costante.
Una voce unica per chi vive il quartiere
L’obiettivo dichiarato è riunire residenti, commercianti, lavoratori e frequentatori del centro, così da avere un unico interlocutore nei rapporti con le istituzioni.
Lo scopo è far emergere le criticità locali e lavorare per risolverle. Al centro ci sono la riqualificazione sociale, la tutela del decoro e della vivibilità, la difesa dell’ambiente e la salvaguardia del patrimonio storico, sia pubblico che privato.
Sicurezza urbana tra le priorità
Tra i temi più sentiti c’è la sicurezza urbana. Il comitato intende lavorare sulla prevenzione della microcriminalità, dialogando con la prefettura e con le forze dell’ordine.
Gli strumenti previsti vanno dalla richiesta di incontri ufficiali con gli organi amministrativi locali fino, nei casi più gravi, alla presentazione di esposti alla procura di Viterbo.
Aperto a chi ha a cuore la zona
Possono aderire tutti i cittadini maggiorenni che abbiano un interesse o un legame con il quartiere: non solo chi ci abita, quindi, ma anche chi ci lavora o lo frequenta abitualmente.
Alla base dell’iniziativa c’è una convinzione semplice, che i promotori affidano al loro messaggio di presentazione: ogni quartiere rispecchia chi lo vive. E a San Faustino, assicurano, sono in molti a voler vivere la propria città con dignità e in sicurezza.


