Viterbo – San Pellegrino, residenti ancora contro Frontini: «Noi penalizzati, vogliono trasformare il centro in un luna park»

I residenti denunciano il rischio di una trasformazione progressiva del quartiere in un’area sempre più orientata al turismo e alla movida, a discapito della residenzialità

VITERBO – Nuovo affondo del Comitato di quartiere San Pellegrino nei confronti dell’amministrazione comunale di Viterbo e, in particolare, della sindaca Chiara Frontini. Attraverso un lungo intervento pubblicato sui social, i residenti tornano a denunciare promesse non mantenute e criticità irrisolte, soprattutto sul tema dei parcheggi e della vivibilità nel centro storico.

Non è la prima volta che il comitato interviene pubblicamente per richiamare l’attenzione dell’amministrazione sulle condizioni del quartiere. Nel tempo, infatti, la prima cittadina è stata più volte sollecitata dai residenti, anche attraverso incontri diretti tra amministrazione e rappresentanti del quartiere. Riunioni che, secondo quanto emerge dalle posizioni espresse dal comitato, si sarebbero concluse con impegni e annunci destinati a rimanere, di fatto, senza un seguito concreto.

Nel nuovo intervento, i residenti contestano in particolare alcune promesse formulate in passato sul fronte del ripopolamento del centro storico. «Prima che la nostra sindaca sciorini l’ennesimo lungo elenco di promesse elettorali – scrive il comitato – gliene vogliamo ricordare alcune, di quelle vecchie, non mantenute, in particolare nei riguardi del centro storico e del quartiere San Pellegrino».

Tra i punti evidenziati vi è la questione dei posti auto riservati ai residenti, ritenuti fondamentali per rendere meno difficile la vita quotidiana in un quartiere caratterizzato in gran parte da aree pedonali. «Gli abitanti del quartiere San Pellegrino non sono angeli e hanno come tutti gli altri cittadini la necessità di portare a casa la spesa, di scaricare l’acqua – visto che quella che scende dai rubinetti è molto spesso contaminata dall’arsenico – e inoltre parecchi sono anziani o si trovano a dover accompagnare anziani», si legge nel documento.

Secondo il comitato, la situazione sarebbe peggiorata negli ultimi anni a causa dell’aumento dei dehors di locali e attività di ristorazione. «Non solo viene concessa la maggior parte degli stalli disponibili ai dehors dei locali di mescita e ristorazione che sorgono come funghi nel quartiere, ma viene sottratta ai residenti l’unica area di parcheggio destinata in esclusiva ad essi dalla precedente amministrazione», si legge ancora.

Nel mirino finisce in particolare l’area compresa nella parte inferiore di via delle Caprarecce e nello slargo contiguo, dove – secondo quanto riferito dal comitato – sarebbe scomparsa da tempo la segnaletica che identificava la zona come parcheggio riservato ai residenti. Una situazione che avrebbe trasformato quell’area in un parcheggio utilizzato prevalentemente dai clienti delle attività commerciali della zona, con conseguenze dirette per chi vive stabilmente nel quartiere.

«Quella sarebbe una zona ZTL e quindi solo i residenti vi potrebbero accedere. Ma è del tutto inutile chiedere controlli da parte dei vigili urbani», affermano i residenti, che segnalano anche la presenza frequente di divieti di sosta temporanei a favore di una struttura di accoglienza, autorizzata a occupare il suolo pubblico.

Il comitato pone quindi un interrogativo diretto all’amministrazione comunale, mettendo in dubbio le priorità delle scelte adottate. «A questo punto l’Amministrazione ci dovrebbe chiarire se l’obiettivo del suo operato sia veramente, come era nelle promesse, quello di migliorare la vita dei cittadini o quello di salvaguardare gli interessi di privati e soprattutto fare cassa ai danni di chi si ostina a voler mantenere in vita il quartiere».

Nel passaggio conclusivo, i residenti denunciano il rischio di una trasformazione progressiva del quartiere in un’area sempre più orientata al turismo e alla movida, a discapito della residenzialità. Un processo che, secondo il comitato, rischierebbe di svuotare ulteriormente il centro storico e di trasformarlo «in una specie di luna park», mettendo in difficoltà chi continua a viverci e a presidiare quotidianamente il quartiere.