Michael Mazzarini era stato arrestato sulla base di un riconoscimento basato sul “taglio degli occhi” dei rapinatori, che erano incappucciati. Il giudice lo ha assolto per insufficienza di prove
CIVITAVECCHIA – Tre condanne e un’assoluzione che ha il sapore del colpo di scena. Si è chiuso ieri con la sentenza di primo grado il processo con rito abbreviato per la violenta rapina avvenuta a Civitavecchia il 21 giugno 2025.
Il giudice dottoressa Monica Croci ha condannato Stefano Perinu a 5 anni e 6 mesi di reclusione. Daniele Regina e Gianluca Bacheca sono stati condannati a 3 anni e 8 mesi ciascuno. Michael Mazzarini, 40 anni, è stato invece assolto con l’articolo 530, comma 2, del codice di procedura penale per insufficienza di prove. L’assoluzione arriva dopo aver trascorso cinque mesi in custodia cautelare in carcere.
La rapina. Secondo l’accusa, quel giorno un gruppo di quattro persone, armate di mazze e coltelli, fece irruzione nell’abitazione di due uomini di nazionalità nordafricana. Sotto la minaccia delle armi i rapinatori portarono via un televisore, due monopattini e 100 euro. Uno degli aggrediti fu colpito con calci, pugni e coltellate alle mani. L’altro, per sfuggire all’aggressione, si lanciò dal balcone. Venne colpito con un pugno al volto e con un machete alla gamba, e nella caduta riportò una frattura al piede, con una prognosi di oltre 40 giorni. Le accuse erano di rapina aggravata e lesioni aggravate, con la contestazione della recidiva.
Il caso Mazzarini. A finire in carcere era stato anche Mazzarini. Secondo quanto emerso, il suo coinvolgimento si basava su un riconoscimento eseguito dai carabinieri su soggetti che avevano agito incappucciati. Uno degli aggrediti avrebbe indicato una somiglianza nel “taglio degli occhi” con uno dei rapinatori. Su questa base, a marzo la procura aveva chiesto la custodia cautelare in carcere per lui e per Perinu. Mazzarini è rimasto detenuto per cinque mesi.
Nel giudizio abbreviato, però, il giudice ha dovuto prendere atto che a suo carico non c’erano prove sufficienti (anzi non c’erano proprio), e lo ha assolto da tutte le accuse.
Le possibili conseguenze. L’assoluzione potrebbe avere conseguenze rilevanti. Quando la sentenza sarà definitiva, chi ha subito una custodia cautelare e viene poi prosciolto può chiedere allo Stato la riparazione per ingiusta detenzione. Prima, però, si dovrà vedere se la procura di Civitavecchia presenterà appello contro la sentenza, ipotesi considerata probabile.
Per i tre condannati la sentenza è di primo grado e quindi non definitiva. Fino a una condanna definitiva vale la presunzione di innocenza.

