Foto d'archivio
Incastrato un 43enne campano
LADISPOLI – La vigliaccheria di chi prende di mira le fasce più deboli della nostra comunità non conosce limiti, ma questa volta la risposta dello Stato è stata implacabile. I Carabinieri della Stazione di Ladispoli hanno messo fine alle scorribande di un truffatore senza scrupoli, un 43enne originario di Napoli, specializzato nel più odioso dei raggiri: la truffa del “finto nipote” ai danni di anziani indifesi.
I fatti contestati risalgono allo scorso mese di maggio e delineano un modus operandi tanto collaudato quanto spietato. Nel mirino del malvivente, già noto alle forze dell’ordine per reati analoghi, sono finite due donne di 88 e 87 anni residenti nei comuni di Ladispoli e Allumiere. Facendo leva sull’affetto familiare e sul senso di urgenza, l’uomo contattava telefonicamente le vittime spacciandosi per il nipote in gravi difficoltà. Con la scusa di dover saldare un fantomatico e pressante debito pregresso, induceva le anziane – spaventate e desiderose di aiutare il congiunto – a consegnargli i risparmi di una vita: un portagioie ricolmo di gioielli e ricordi di famiglia, per un bottino complessivo stimato in ben 13.000 euro.
Fortunatamente, la rete di protezione istituzionale ha funzionato in tempi record. Le serrate indagini condotte nell’immediatezza dai militari dell’Arma di Ladispoli avevano già permesso, lo scorso 13 maggio, di stringere il cerchio attorno al presunto responsabile, deferendolo in stato di libertà. In quell’occasione, i Carabinieri erano riusciti a compiere l’operazione più importante: recuperare e sequestrare l’intera refurtiva, riconosciuta e poi prontamente restituita alle legittime, e commosse, proprietarie, sanando almeno in parte il profondo trauma subito.
Di fronte alla gravità delle condotte contestate e al solido quadro probatorio ricostruito dagli investigatori, la giustizia ha ora presentato il conto. Il GIP del Tribunale di Civitavecchia ha infatti emesso un’ordinanza di misura cautelare a carico del 43enne campano. Lo scorso 3 ottobre, grazie alla perfetta sinergia operativa con i militari della Stazione di San Giovanni a Teduccio, l’uomo è stato rintracciato a Napoli e sottoposto al regime degli arresti domiciliari.
Un segnale forte e rassicurante per il territorio: chi attacca i nostri anziani, colpendo le radici stesse delle nostre famiglie, non può sperare di farla franca.

