Foto d'archivio
Intervento dei NAS che hanno riscontrato gravi infrazioni
CANINO – Continua senza sosta l’offensiva dell’Arma per garantire l’ordine pubblico, il decoro e il rispetto delle regole nella Tuscia. Nel tardo pomeriggio del 1° ottobre, i Carabinieri della Compagnia di Tuscania hanno fatto scattare una massiccia operazione di controllo straordinario nel territorio del comune di Canino. Un intervento a tutto campo, mirato a stroncare l’illegalità diffusa e a tutelare i cittadini onesti sia sul fronte della sicurezza stradale che su quello, fondamentale, della salute pubblica.
L’imponente dispositivo ha visto scendere in strada i militari dell’Arma territoriale, supportati in stretta sinergia dalle unità specializzate del Nucleo Carabinieri Forestale di Valentano e dagli ispettori del N.A.S. di Viterbo. Le pattuglie hanno presidiato le aree ritenute maggiormente sensibili, effettuando controlli a tappeto sulla viabilità che hanno portato all’identificazione di 45 persone e alla verifica di 23 veicoli in transito. Un’attività di “filtraggio” fondamentale per prevenire la microcriminalità e garantire la tranquillità dei residenti.
Ma la lente d’ingrandimento delle forze dell’ordine non si è fermata alle strade, estendendosi anche al tessuto commerciale per smascherare chi opera in spregio alle normative, danneggiando la concorrenza leale e i consumatori. Sotto ispezione è finito un minimarket del posto, per il quale è scattata una vera e propria stangata. Al termine dei minuziosi accertamenti congiunti, il titolare dell’attività si è visto notificare sanzioni amministrative per un ammontare complessivo di ben 6.000 euro.
A pesare maggiormente sul bilancio della sanzione sono state le violazioni ambientali: i Carabinieri Forestali hanno infatti staccato una maxi-multa da 5.000 euro dopo aver sorpreso l’esercizio a distribuire ai clienti sacchetti per l’asporto della spesa non biodegradabili, in totale difformità rispetto a quanto imposto dalla normativa vigente. A questa contestazione si è aggiunto il verbale da 1.000 euro elevato dai militari del Nucleo Antisofisticazioni e Sanità (N.A.S.), i quali hanno riscontrato specifiche e inaccettabili carenze igienico-sanitarie all’interno dei locali dell’attività.
Tutte le irregolarità accertate sono state immediatamente segnalate alle autorità competenti per l’adozione dei conseguenti provvedimenti di legge. L’operazione di Canino lancia un monito inequivocabile: non ci sono zone franche. Il presidio del territorio e la tolleranza zero contro ogni forma di abusivismo e degrado restano priorità assolute a tutela dell’ecosistema e dell’incolumità pubblica.

