Parte dell'arsenale di guerra trovato a seguito dell'incendio
Il GIP dispone i domiciliari con braccialetto elettronico dopo il maxi sequestro di oltre mille ordigni e tritolo scovati a seguito di un incendio lo scorso 27 settembre
La vicenda è emersa lo scorso 27 settembre, quando un principio d’incendio in un garage di via Guglielmo Marconi ha richiesto l’intervento dei Carabinieri della Stazione e della Compagnia di Sora e dei Vigili del Fuoco. L’ispezione dei locali ha svelato una grave situazione di pericolo pubblico, spingendo il sindaco a ordinare l’evacuazione cautelare di circa 80 residenti nel raggio di 150 metri.
Sotto il coordinamento della Procura di Cassino, le perquisizioni si sono estese all’abitazione dell’uomo in via Borgo San Giacomo e a un rudere in località “Carpello/Treo”. L’azione investigativa ha portato al sequestro di un imponente arsenale clandestino di oltre 1000 pezzi, composto da bombe da mortaio italiane, tedesche, inglesi e statunitensi, granate, proiettili d’artiglieria, mine antiuomo, detonatori e diversi chili di tritolo in scaglie.
Le complesse operazioni di bonifica e messa in sicurezza sono state condotte con il supporto degli Artificieri del 6° Reggimento Genio Pionieri dell’Esercito Italiano e della Squadra Antisabotaggio dei Carabinieri di Roma. Gli ordigni più instabili sono stati fatti brillare in una cava a Pescosolido.

