Il sindaco di Frosinone Riccardo Mastrangeli
Allo scadere dell’ultimatum il primo cittadino congela il recesso e chiede la convocazione del Consiglio per la prossima settimana: decisivo l’ok della coalizione ad andare avanti e l’accordo per sbloccare l’Ufficio di presidenza e salvare i cantieri storici
L’accordo mette fine a una paralisi istituzionale che durava da oltre quattro mesi. L’antecedente di questo stallo affonda le radici nelle dimissioni della presidenza dell’aula consiliare. Per ben sei sedute consecutive, la maggioranza era rimasta ostaggio di veti incrociati e assenze strategiche che avevano impedito l’elezione del successore all’Ufficio di presidenza, palesando forti sfilacciamenti interni e lo spettro del commissariamento. Una situazione di logoramento che lunedì scorso aveva spinto Mastrangeli a rassegnare le dimissioni formali al Prefetto, ponendo un termine perentorio di cinque giorni alle forze politiche per ritrovare l’unità.
La risposta compatta della coalizione ha evitato il peggio. Il rientro della crisi permetterà di salvaguardare la continuità dei servizi essenziali per la cittadinanza e la gestione ordinaria dei numerosi cantieri già aperti in città per le opere pubbliche strategiche, che rischiavano il blocco definitivo in caso di arrivo di un commissario prefettizio.
La parola passa ora al Consiglio comunale, convocato ufficialmente per la prossima settimana. In quella sede si procederà alla formale ricostituzione dell’Ufficio di presidenza. Sarà il momento della trasparenza definitiva: il voto palese d’aula servirà a chiarire formalmente i posizionamenti politici, definendo chi intende stare in maggioranza e blindando la ritrovata intesa della maggioranza di governo.

