Si tratta di un portoghese già noto alle forze dell’ordine e di un nordafricano
I vicoli isolati del centro storico di Viterbo si confermano un nodo sensibile per il traffico di stupefacenti. Nelle scorse ore, una mirata operazione antidroga condotta dalla Guardia di Finanza si è trasformata in un movimentato scontro fisico, culminato con l’irruzione in un appartamento, il sequestro di cocaina e l’arresto di due pusher di origini extracomunitarie.
L’intervento è scattato nell’ambito dei dispositivi di prevenzione e repressione dello spaccio predisposti dal Comando Provinciale. I militari del Nucleo Mobile della Compagnia di Tarquinia, operando in stretta sinergia con gli specialisti della Sezione Operativa Pronto Impiego del Gruppo di Viterbo, hanno intercettato tra le vie del centro un cittadino portoghese, un volto già noto agli archivi investigativi.
Alla vista delle divise, la reazione dell’uomo è stata furente. Nel disperato e vano tentativo di sottrarsi all’ispezione, si è scagliato contro i finanzieri assumendo una condotta violenta e aggressiva, opponendo una strenua resistenza fisica. Una volta immobilizzato e perquisito, il motivo di tanto nervosismo è venuto a galla: nascondeva addosso 0,2 grammi di cocaina.
La modica quantità, tuttavia, non ha ingannato i militari, che hanno deciso di andare a fondo estendendo i controlli direttamente all’abitazione dell’uomo, situata proprio in una delle zone più defilate del nucleo antico della città. L’intuizione si è rivelata vincente: all’interno della casa le Fiamme Gialle hanno sorpreso il coinquilino del fermato, un cittadino maghrebino, e scovato il resto del materiale. La perquisizione domiciliare ha infatti permesso di recuperare altra polvere bianca, un bilancino elettronico di precisione indispensabile per il confezionamento delle dosi e 610 euro in contanti, ritenuti l’inequivocabile incasso dell’attività illecita.
Il bilancio finale dell’operazione ha visto il sequestro di circa 12 grammi complessivi di cocaina e del denaro. Su disposizione del Pubblico Ministero di turno, per i due stranieri sono scattate le manette in flagranza di reato. Sottoposti inizialmente alla misura cautelare degli arresti domiciliari, entrambi sono stati successivamente rimessi in libertà.

