La prima novità logistica riguarda la sistemazione del Pontefice
ROMA – Un imponente dispositivo di protezione fisica e digitale ha avvolto il Policlinico Universitario Agostino Gemelli di Roma per il ricovero di Papa Leone XIV, atteso nella struttura sanitaria per sottoporsi a un intervento chirurgico programmato di rimozione di un nodulo polmonare. Il piano messo a punto dalle autorità punta a coniugare il massimo livello di vigilanza con la totale riservatezza, garantendo al contempo la normale operatività di un ospedale frequentato quotidianamente da migliaia di pazienti e operatori sanitari.
La prima novità logistica riguarda la sistemazione del Pontefice. Pur restando confermata la storica collocazione al decimo piano del nosocomio — interamente isolato dal resto dei reparti — Papa Leone XIV non alloggerà nella consueta suite riservata ai papi fin dai tempi di Giovanni Paolo II, attualmente interessata da lavori di ristrutturazione, bensì-in un’ala differente dello stesso livello. Il cordone di sicurezza interno è affidato all’azione congiunta della Gendarmeria Vaticana, dell’Ispettorato di pubblica sicurezza presso il Vaticano e della vigilanza interna dell’ospedale: nessuno potrà varcare la soglia del reparto senza il via libera formale della Prefettura della Casa Pontificia.
All’esterno, la regia della sicurezza è gestita dalla Questura di Roma, che ha potenziato il presidio su tutto il perimetro e ai varchi di accesso con pattuglie in divisa e agenti in borghese. L’obiettivo è filtrare gli ingressi e gestire l’afflusso di fedeli, curiosi e troupe televisive internazionali senza ostacolare chi deve recarsi nei reparti per visite, terapie o ricoveri. Parallelamente alle misure a terra, il protocollo prevede l’attivazione di una rigorosa no-fly zone sullo spazio aereo sovrastante il policlinico, presidiata attraverso sorvoli di elicotteri e l’impiego di tecnologie anti-drone per neutralizzare eventuali incursioni di apparecchi non autorizzati.

